5000 Sfumature di grigio

E benvenuti a Singapore,

un tempo feudo del regno delle Asturie, poi posacenere dell’ultima cicca di Flavio Briatore ed ora pista preferita di Maylander ed eredi. Un regno senza padrone, talmente glitterato, glamourato, modaiolizzato e sputtanato che si corre tra grattacieli di notte sotto luci artificiali: a Singapore nemmeno Madre Natura riesce a ritagliarsi 10 minuti di notorietà.
Spietati ricchi di merda.

Il fine settimana era iniziato nel blu-e-grigio della lattina più veloce del mondo, ed è finito nel grigio-e-blu del fumo della McLaren di Luigino il rapper della Magliana: nelle prove libere Vettel ha dominato, finchè il truzzo caraibico ha trovato il pulsante del Kers e l’ha premuto, spegnendogli tutte le lucine del casco.

Tra i due in griglia s’è piazzato il solito buon Pastor che, con l’intelligenza tattica che lo contraddistingue, ha ormai trovato il modo per fare una buona qualifica: immaginarsi inseguito dal KGB.
Ragazzi Maldonado non corre: Maldonado ha voglia di vivere. E regala emozioni a pacchi.

E comunque ha ancora parecchio da imparare: pronti-via e Vettel gli sfila l’apparecchio per i denti con un sorpasso di Houdinica memoria. Per il resto nient’altro da notare, tranne la prima grigia partenza di Alonso e il riparatore sorpasso all’esterno su Di Resta, poi il solito mortorio fino al 12mo giro circa. Sì, soltanto 12: stavolta la Pirelli ha deciso di abbreviare la sofferenza e quindi ha portato le gomme di una mescola sperimentale: colla e Das. Vanno velocissime, ma a metà giro sei sulle tele. Sono talmente veloci sul giro secco e fanno talmente schifo per la gara che tutti le bruciano per qualificarsi, mentre Vettel decide di salvarne un treno. Ma perchè??

Perchè la Red Bull ha Mark Webber..

Proprio lui sì.. Quello dell’alettone anteriore speciale sperimentato per Silverstone: il suo finì sulla macchina di Vettel. Quello che.. team radio:“Mark, rallenta per risparmiare benzina.. E fai passare Vettel, lui va velocissimo e non consuma una cazza!!”. Quello che.. Oh.. fosse una volta che gli fanno la strategia giusta.
Comunque al 28mo giro rientra per la seconda sosta e gli montano le gomme di Das. Strategia d’attacco? No, strategia di merda, per capire se e quanto durano ste SuperSoft ora che l’asfalto è cosparso di collame ed è più aderente.. Infatti Karthikeyan e la sua HRT sono appena diventati parte dei cartelloni pubblicitari di Singapore: viene fuori la Safety Car, Mazzoni è felicissimo per averla profetizzata, i piloti, i tecnici, gli scommettitori e tutti gli altri esseri umani bestemmiano, e Webber finisce merdesimo. Come mai?

Perchè la Safety Car ti allunga la vita.

Cioè allunga la vita delle gomme. E allora quelli davanti con le Soft rimarranno davanti senza rischiare il posto dai soliti arrivisti. E se dopo la prima Safety Car ne viene subito fuori un’altra, meglio ancora. E quindi benedetto Karthikeyan che hai salvato Alonso dalla vendetta di Di Resta. E benedetto anche Schumacher che vai sempre e comunque veloce come un missile e noi ti amiamo. Ma ogni tanto devi anche frenare. E qualche volta anche parecchio prima di quelli che si stanno scornacchiando davanti a te.

Ve l’ho detto di Hamilton che termina la gara tra le sfumature del grigio del fumo della sua coppa dell’olio? Visto che è scritto nel titolo lo ribadisco, che fa figo.

Vi ho detto anche di Glock che a Singapore è come Berger a Hockenheim, o Senna a Montecarlo, o Schumacher in una Spa?
Pardon.
Fatto sta che non appena la Marussia è sembrata una Formula1 Timo l’ha portata al 12mo posto davanti alle rivali Caterham, eguagliando il 12mo posto ottenuto da Heikki Kovalainen in Giappone nel 2010, miglior risultato da quando i Gran Premi si corrono con 18 Formula1 e 6 Punto Evo. Vale il 10mo posto nel Campionato Mondiale Costruttori e un tatuaggio sul cuore: “Ti Amo Singapore”.

E questa è la sfumatura più bella.

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