Dan Ticktum e l’arte di farla fuori dal vaso.

Le tue parole fanno male , sono pungenti come spine, sono taglienti come lame affilate, e messe in bocca alle bambine possono far male, possono ferire. Farmi ragionare, sì, ma non capire, non capire”.

Recitava così una canzone del Maestro Cesare Cremonini che molto probabilmente, l’uomo del giorno, Dan Ticktum, non conosce.

Ah, questi piloti inglesi che ascoltano musica da 150 BPM e non approfondiscono la sacra arte del cantautorato italiano.

Se Ticktum avesse compreso il testo di Cremonini forse avrebbe evitato di creare il caso dell’anno nella Formula 3 Europea.

Andiamo con ordine.

Ore 22 di domenica 23 settembre 2018. Mentre dal mio smartphone cazzeggio su Instagram noto un post di Ticktum relativo al weekend del Red Bull Ring appena concluso.

Belle foto in bianco e nero accompagnate da un testo lunghissimo che recitava così nella parti salienti: “Rispetto alle vetture dei primi due (Schumacher e Shwartzman ndr.)  nessun altro pilota in griglia aveva possibilità. Anche i loro compagni di team, che sono ottimi piloti, non erano in grado di reggere il confronto”.

Ed ancora: “Ho un grande rispetto per Mick, ma non ho mai detto che la sua vettura fosse illegale. Non conoscete la vera storia perché non eravate presenti in circuito e non eravate in grado di vedere i dati di tutti. Sfortunatamente sto combattendo una battaglia persa in partenza perché il mio cognome non è Schumacher”.

ticktum instagram

L’arte della diplomazia non appartiene certamente a Ticktum, ma cosa è successo al Red Bull Ring per far sbroccare così il pupillo di Helmut Marko?

Dan è arrivato in Austria da leader del campionato con 3 punti di vantaggio su Mick Schumacher ed è tornato a casa in seconda posizione con 49 punti di ritardo dal tedesco.

Come sono andate le tre gare del weekend dei due “pilotini”? In Gara 1 Schumacher ha vinto dopo aver sofferto all’inizio la pressione di Shwartzman,  mentre Ticktum ha concluso ottavo. In Gara 2 Schumacher ha concesso il bis in modo netto, mentre Ticktum è stato spedito fuori nel finale da Fenestraz in un contatto che non è stato approfondito abbastanza, mentre in Gara 3 Schumacher ha chiuso in seconda posizione, alle spalle di Shwartzman, con Ticktum quarto.

Cosa aveva fatto Mick Schumacher nel passato appuntamento del Nurburgring? Tris di vittorie. Ed aveva così riaperto la lotta al titolo, complice anche un calo di forma pazzesco di Ticktum iniziato nella trasferta italiana di Misano.

Cinque vittorie in sei gare centrate da un ragazzo che di cognome fa Schumacher e che rischia di vincere il titolo Europeo di F3. Pesano di più i cinque centri di fila o il cognome?

Secondo Ticktum il cognome, ed ha così pensato bene di accusare il team Prema, Schumacher e Shwartzman, di avere due monoposto al limite della legalità.

Ci sono, tuttavia, alcuni punti che bisogna chiarire in questa vicenda.

Partiamo dal primo. Ticktum afferma di aver visto i dati per fare una affermazione simile. Benissimo, peccato che secondo l’articolo 27.21 del Regolamento Sportivo in vigore dal 2017 “During the first half of the season (5 events), after the first qualifying practice session, the speed, throttle, one damper travel and the front brake channel of the chassis data acquisition from the fastest lap of the fastest driver of each  of the two fastest teams will be made available for all competitors of the championship”.

Per chi non mastica l’inglese: “nel corso dei primi cinque appuntamenti della stagione tutti i dati acquisti dal giro più veloce di ogni pilota dei primi due team verranno messi a disposizione di tutti i concorrenti”.

Mi sembra che 5 round sono già passati, quindi quali dati ha visto Ticktum?

Secondo punto. Ticktum è uscito dal Red Bull Ring con -49 punti da Schumacher per due ragioni. La prima, il pessimo feeling con il tracciato austriaco (ha faticato sin dalle libere a differenza dei suoi compagni Vips ed Aberdein) la seconda, il ritiro pagato in Gara 2 a seguito dello scontro con Fenestraz e Daruvala.

Mi chiedo, e vi chiedo, perché Ticktum ha accusato Schumacher e Shwartzman mentre non ha detto una parola sulla chiusura secca di Fenestraz che gli è, con molta probabilità, costata il titolo?

Fa comodo sparare sul cognome importante piuttosto che su quello sconosciuto? Forse, ma ci sono anche ragioni numeriche che smentiscono le accuse di Ticktum. Eccole.

Se Schumacher e Shwartzman fossero andati davvero “troppo forte” i tempi sul giro lo testimonierebbero, partiamo dalle qualifiche.

Qualifica 1: Schumacher in pole con 2 decimi di vantaggio su Shwartzman e Armstrong, 3 su Daruvala e 4 sui tre piloti Motopark Vips, Ticktum, Aberdein in quest’ordine.

Qualifica 2: Schumacher in pole con soli 87 millesimi di vantaggio su Armstrong, poi a 2 decimi Shwartzman, Vips e Aberdein, Ticktum a 4.

Qualifica 3 che viene decisa in base al secondo giro più veloce della sessione: Schumacher in pole con 2 decimi su Shwartzman, Aberdein e Vips, Ticktum distante 4 decimi.

Qualifiche 1
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Per ora solo Schumacher sembra avere una “marcia in più”, mentre Shwartzman è in linea con i distacchi degli altri. Ma se una marcia in più sono 2 decimi come li dobbiamo chiamare i 391 millesimi di vantaggio su Vips con i quali Ticktum fece la pole per Gara 2 a Zandvoort? Certo sono circuiti diversi, ma lo sono anche i distacchi.

Per ora abbiamo pallidissimi dubbi sulla macchina di Schumacher e praticamente nessuno su quella di Shwartzman, vediamo se i giri più veloci in gara hanno tradito gli Shwartzmacher.

Gara 1 si è svolta in condizioni di bagnato quindi è poco indicativa, meglio così per Ticktum perché il GPV l’ha fatto Armstrong che non compare tra i suoi indiziati per il delitto perfetto, il gomblotto per ora è salvo.

Gara 2: GPV di Schumacher con un vantaggio incredibile di 26 millesimi su Armstrong e di 69 su Vips, tutti fatti segnare nella stessa fase di gara, Shwartzman a un decimo.

Gara 3: tempi più alti a causa delle gomme usate utilizzate per fare la gara da tutti, GPV di Shwartzman con Schumacher staccato di 82 millesimi. Aberdein terzo miglior giro a oltre 2 decimi.

GPV Gara 2
GPV Gara 2
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Ora se uno non avesse visto Gara 3 questa potrebbe essere una prova della superiorità dei mezzi dei due portacolori Prema. Ma Aberdein ha tenuto dietro tutto il gruppo, capitanato proprio da Ticktum, per tutta la gara, facendo segnare anche il miglior tempo assoluto nel secondo settore quando Ticktum si stava avvicinando. Aberdein per quanto si stia dimostrando veloce in certe occasioni non ha ancora l’esperienza per gestire una gara su gomme usate sugli stessi tempi di Schumacher e Shwartzman, questa è una possibile chiave di lettura dei distacchi senza metterci dentro cose strane, e direi che sta in piedi piuttosto bene.

Ticktum potrebbe aver ragione, forse ha davvero dei dati che certificano ogni sua perplessità, ma questi sono i dati che abbiamo noi, che hanno tutti, e sono dati che raccontano una storia diversa, più plausibile, meno bella per lui.

Ticktum questo weekend ha fatto tanta fatica e probabilmente ha subito anche il weekend della scorsa gara al Nurburgring dove nonostante due terzi e un quarto posto ha visto Schumacher avvicinarsi pericolosamente alla sua leadership in campionato. Al Red Bull Ring Dan aveva come obiettivo quello di restare il più vicino possibile a Schumacher, ma non è riuscito nemmeno a stare davanti ad entrambi i suoi compagni in nessuna sessione, e se non fosse per una sportellata subita da Vips in Gara 3 sarebbe finito sempre dietro all’estone e ad Aberdein in tutte le 3 gare. Che Vips riesca a stargli davanti ormai è da mettere quasi in conto, ma che ci riesca anche Jonathan Aberdein con regolarità questo non dovrebbe essere così scontato, soprattutto se ti giochi un campionato contro Mick Schumacher che corre con Prema.

Gli unici due nomi che questo weekend sono andati in modo sospetto sono Dan e Ticktum.

FIA Formula 3 European Championship 2018, round 9, race 3, Red Bull Ring (AUT)

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