Formula1, Malesia: cosa può cambiare, cosa non cambierà

Se dovessi pensare ad uno dei GP più brutti degli ultimi 15 anni, Melbourne 2014 sarebbe nella Top5.

Gli appassionati telespettatori hanno goduto di uno start degno della Formula1: se sei Nico Hulkenberg sai che i primi 2-3 giri fatti a mostro valgono metà del risultato finale. La rimonta dell’astro finlandese Valtteri Bottas è stato motivo di spettacolo certo, ma la sua importanza è stata notata più da chi è abituato a guardare il Livetiming (a proposito, un grazie alla FIA per i pallini) che la TV. E la Safety Car che ha evidenziato ancora una volta il lucido opportunismo di Sir Jenson Button e della sua squadra: credo sia roba per puristi, visto che c’è ancora chi si chiede come abbia fatto Button a finire quarto.
Poi il vuoto. Più vuoto del serbatoio di Ricciardo.

Il GP della Malesia è atteso come un pusher..

..E porta un paio di buone notizie:

Non è il primo GP. Il primo GP non è mai indicativo di livelli prestazionali, non è la cartina di tornasole della stagione di F1.

Ha rettilinei belli, lunghi e larghi. Non vedremo Magnussen immobilizzato da Ricciardo nonostante i 30 e passa Km/h di velocità massima di vantaggio.

E’ un tracciato che con i suoi curvoni veloci stressa le gomme (soprattutto l’anteriore sinistra) e magari torneremo a parlare un po’ di Pirelli, quelle gomme tanto odiate da tutti, che ispiravano strategie fantasiose e sorpassi a fine gara.

Pioverà, pare. In Malesia si corre a fine marzo proprio per questo motivo. Vero zio Bernie?

Cosa non cambierà

Non cambierà il suono dei motori. A me piace quando è rauco, in percorrenza e uscita di curva. Sa quasi di carburatore (pensate che paradosso), ma poi in accelerazione i piloti sono costretti allo short-shifting, per evitare di essere trottolati via dalla super-coppia dell’anno: cioè innestano le marce a regimi bassi, senza mai superare i 12.000 giri. Perchè non ne hanno bisogno. Perchè hanno 8 marce. E perchè sopra i 10.500 giri scatta il limite di consumo dei 100Kg/h. Quindi perchè arrivare a 15.000 giri? Non avrebbe senso. Forse non sapremo mai come suonano 15.000 giri. Di certo non ora che i motori sono ancora piuttosto delicati.

Non cambierà il fuel-saving racing. Almeno fino a quando ai piani alti non decideranno che è una gran puttanata: la Formula1 non è l’Endurance. I piloti guidano al risparmio, finchè non sono costretti a difendersi o ad attaccare una vettura palesemente più lenta: Raikkonen, Vergne, Kvyat e Button avevano all’incirca lo stesso passo di gara al quinto giro. Poco più dietro la storia si ripeteva con Sauber e Lotus. Sarebbero arrivati così al traguardo, se la Safety Car non fosse intervenuta.

A proposito: qualcosa mi fa pensare che avremo Safety Car a profusione. La FIA non è sorda a certi richiami degli appassionati e stavolta ha capito di averla fatta grossa, al punto che Todt ha parlato di alzare il limite del consumo istantaneo di benzina fin da subito. Nel frattempo potremmo ritrovarci una Safety Car in pista per i motivi più disparati, tipo che a Maylander gli andava di fare un giro. Perchè la Safety Car è un po’ come una telefonata: ti allunga la vita.. E in un GP come quello della Malesia, uno dei più assetati di benzina, 10-11 giri sotto regime SC vorrebbero dire un bel risparmio di carburante. Quindi una seconda parte di gara senza troppi pensieri. Quindi un po’ di retromarcia a come era la Formula1 l’anno scorso.

Che non erano gli anni ’80, ma nemmeno gli anni 3000.

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