Formula 1: i momenti chiave del GP di Spagna

Vettel va ancora a podio dopo una gara a metà tra l’attacco e la difesa:  i momenti chiave del GP di Spagna.

A tenere banco nel post-GP è stata la discussione sulla strategia effettuata con Sebastian Vettel: doveva la Ferrari marcare Hamilton? Avrebbe potuto puntare con Vettel al secondo gradino del podio? Diamo un’occhiata sfruttando il grafico interattivo:

Vettel e il secondo posto…

La pessima partenza di Hamilton aveva consegnato a Vettel un agevole secondo posto durante il primo stint di gara. Per ovviare all’inconveniente la Mercedes provava l’undercut sul ferrarista: gomme medie nuove per Hamilton anticipando la prima sosta e variando la strategia da 2 a 3 soste. L’undercut però non riusciva per un problema di fissaggio alla posteriore sinistra, e la cosa invogliava la Ferrari al pitstop per Vettel, con la sicurezza di tenere la seconda posizione.

La Mercedes riprovava l’undercut al secondo pitstop (giro 32), montando ad Hamilton gomme dure nuove. La Ferrari poteva scegliere di copiare la Mercedes, ma ha preferito continuare con la tattica a due soste. Quindi il punto:

Poteva la Ferrari scegliere di marcare Hamilton?

Poteva farlo, ed avrebbe tenuto la seconda posizione una volta fuori dalla pitlane: Hamilton aveva lasciato la pista al giro 32 con un distacco di circa 1,7s da Vettel (1,761 al termine del secondo settore) e il pitstop non era andato benissimo (22,727s di pitlane con pitstop di 3.4s contro i 2.4s standard dei mostruosi meccanici Ferrari), traducendosi in un out-lap di 1:50.278 (44,115 – 34,554 – 31,609) migliore di soli 9 decimi confrontando i tempi di settore con quelli del 33° giro di Sebastian Vettel.

Perchè non lo ha fatto?

In Ferrari sapevano bene quanto vulnerabili fossero sulla gomma dura rispetto ad Hamilton, e non solo. Nel grafico si nota bene la velocità di Hamilton su quella mescola in confronto a Vettel (più la linea tende verso l’alto, più il pilota è veloce, e c’è da sottolineare che nel confronto Hamilton è più carico di benzina di 8 giri = 4 decimi circa)

momenti chiave del gp di spagna

Io non credo che Vettel avrebbe resistito agli attacchi di Hamilton. Anzi, la difesa gli sarebbe costata fatica e gomma, e la Ferrari guardava con attenzione a ciò che Bottas stava facendo alle spalle di Vettel. Il finlandese della Williams infatti aveva pista libera e con una gomma media usata (ripeto, USATA) aveva tenuto testa ai tempi di Vettel che si difendeva da Hamilton e montava una media NUOVA. Bottas era quindi un problema.

momenti chiave del gp di spagna

 

Mettere troppo presto Vettel sulla temuta mescola hard, con in più l’handicap di una nuova sosta (23 secondi circa) e la difesa che Vettel avrebbe dovuto condurre su Hamilton, avrebbe comportato il rischio più che concreto di trovarsi sui limiti della finestra su Bottas al momento del terzo ed ultimo pit stop.

vettel

L’immagine sopra mostra una (generosa) simulazione di come sarebbe potuta andare la gara di Vettel se la Ferrari avesse copiato la tattica Mercedes: come si può notare la linea gialla è più impennata verso l’alto (più veloce) rispetto a quella del reale stint su hard di Vettel considerando un approcco più aggressivo da parte del pilota (stint più breve), ma non tenendo conto invece che i suoi giri sarebbero stati circa 4 decimi più lenti di quelli ottenuti nello stint finale (essendo la vettura più carica di benzina), nè che Vettel avrebbe perso tempo (e gomma, ripeto) a difendersi da Hamilton (come accaduto nella prima parte del secondo stint). Nonostante la generosità della simulazione, la linea di Vettel va ad incontrare pericolosamente quella di Bottas… Spero sia tutto chiaro.

La Ferrari ha provato ad arginare Hamilton finchè ha potuto, ma ha dovuto badare anche a ciò che accadeva dietro, ed ha scelto la sicurezza di un terzo posto anzichè la danza tra il sogno lontano di un secondo posto e il “fallimento totale” di un quarto.

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