F1 Spagna, grafico e analisi post-gara

Il dominio Mercedes è stato confermato. Chi sperava in un riavvicinamento di Red Bull e Ferrari è rimasto deluso dal venerdì di Hamilton ed ha definitivamente perso le speranze dopo le qualifiche. 

La gara però, nonostante i distacchi abissali, mi ha  raccontato qualcosa di diverso, almeno nella sua seconda parte.

Grafico di Gara

Questo grafico interattivo visualizza per ogni pilota il distacco giro dopo giro rispetto al vincitore.

La linea orizzontale di colore nero (“GIRO MEDIO”) rappresenta un pilota virtuale che ha completato la gara nello stesso tempo del vincitore, ma costantemente sullo stesso passo e senza soste ai box.
Per ogni pilota, posizionando il mouse sul nodo (rombo per la mescola più dura “PRIME”, cerchio per quella più morbida “OPTION”) vengono visualizzate le informazioni sostanziali giro per giro.

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Ogni linea-pilota può essere attivata / disattivata (vi consiglio di deselezionarle tutte e poi scegliere i vostri riferimenti), e la zona interessata può essere zoomata cliccando e trascinando il mouse.

La “Resurrezione” di Seb

Chi ha parlava di “crisi” per Vettel faceva due errori importanti. Il primo era non rispettare Ricciardo e la sua velocità pura. Daniel Ricciardo è da un paio d’anni per me il miglior qualificatore della F1. Il secondo era non considerare tutti i guai che Vettel aveva avuto in Australia e Bahrain. Il terzo era aver dimenticato che Vettel era nonostante tutto salito sul podio, ed era stato fino ad allora il pilota che più era andato vicino a strappare la Pole alla Mercedes. Il quarto era  aver sottovalutato la serenità con la quale il quattro volte Campione rispondeva alle domande / provocazioni che gli venivano fatte. Ce ne sono altri. Ma Sebastian ha scelto di metter fine a questo fastidioso brusìo.

Un sentito grazie, Seb.

L’assenza da Q3 aveva concesso a Vettel un set di gomme medie nuove in più rispetto ai diretti avversari. La tattica delle tre soste, visto il quindicesimo posto in griglia dopo la sostituzione del cambio, era la scelta migliore. Il piccolo crucco ci ha deliziati nella prima metà di gara con la ferocia che esprime quando decide di superare chiunque gli si pari davanti, e nella seconda metà con un ritmo che, come il grafico evidenza, ha dell’incredibile. Al 34mo giro ha 78 secondi di distacco da Hamilton, a fine gara ne pagherà circa 79, avendo perso tempo col sorpasso a Bottas (netta la “curvatura” verso il basso della sua linea) e Raikkonen.

Chiaro, la tattica a due soste di Hamilton lo aveva portato ad un utilizzo diverso, più conservativo delle gomme, e probabilmente l’inglese non era del tutto a posto sulla gomma più morbida. Ma anche valutando l’ultimo stint di Rosberg, anche lui su gomma media nuova e soprattutto all’attacco di Hamilton, è evidente che la velocità della Red Bull su questa mescola non ha nulla da invidiare alla Mercedes, e l’aver siglato il giro veloce della gara ne è un’ulteriore dimostrazione…

…Oltre a rappresentare un piccolo appiglio di speranza per il futuro del Mondiale Formula1.

Fratelli coltelli

Uno degli argomenti più caldi di questo GP è stato il trattamento riservato dalla Ferrari a Kimi Raikkonen, richiamato ai box dopo Fernando Alonso dopo il primo e soprattutto secondo stint, nonostante il finnico fosse riuscito a battere il compagno di squadra in qualifica tenendo poi la posizione di vantaggio allo start del GP, situazione che in teoria offre la priorità nelle strategie.

Nel giro di rientro Raikkonen, perplesso, ha chiesto chi avesse eseguito quelle chiamate (“Who’s making the calls?”, ascoltate il video a fondo pagina), spiegando poi a modo suo ai giornalisti, aggiungerei con una gran signorilità, il perchè di quella domanda: “It did not make much difference to the result, […] I just wanted to clear up some things”.

Per riuscire a dire a uno: “fatti i cazzi tuoi” senza offenderlo, c’è un solo modo: essere Kimi Raikkonen.

Dall’altro lato del box Alonso dichiarava: “I don’t know how the tyres were for Kimi, but for me after two or three laps I had a very difficult rear end so was asking when we could stop” lamentando quindi un’usura più alta del previsto e aggiungendo che la decisione di fermarsi in anticipo dopo il secondo stint veniva presa insieme alla sua squadra, con un occhio a posizione e strategia di Sebastian Vettel: “In the second stint I finished the tyres again and asked when we could stop. They said we could keep going or do two stops, or we stop and do three. They said Vettel was on three so if we stopped now, we covered him. And I said ‘we do it’.”

Riguardando il grafico ho ricostruito la situazione, notando un paio di cose interessanti: per far ciò ho preso in esame le linee di Grosjean, Raikkonen, Alonso, Massa e Vettel, ritenendo le altre (Mercedes, Bottas, Ricciardo e le Force India) ininfluenti.

Mi pare molto chiaro che la prima chiamata ai box (Alonso al giro 16) sia stata fatta in funzione del pit-stop anticipato di Massa, passato da una strategia a due soste ad una a tre soste visto il rallentamento universale che questo gruppone subiva da Grojean. La chiamata funziona, Alonso copre Massa, e verrà poi seguito da Raikkonen (in al giro 17) con lo stesso esito.

Immagino che a quel punto della gara, avendo girato più lentamente del loro potenziale, Alonso e Raikkonen non avessero info precise sullo stress della gomma media. Le avranno solo quando, tra i giri 24 e 26, riusciranno a superare Grosjean: a questo punto guardando i passi dei due ferraristi mi pare chiaro che quello con maggiori problemi sulle gomme sia Raikkonen, che passa dal 1:31.9 del 25mo giro al 1:32.4 del 32mo giro, perdendo circa 1 secondo e 2 decimi di vantaggio su Alonso, che ha più facilità a mantenere il passo del 1:32 netto finchè non raggiunge quasi il compagno di squadra… E Raikkonen è abbastanza un drago nella gestione della gomma.

alo.rai

Dunque è netta la flessione verso il basso della linea rossa più chiara (Raikkonen, appunto) dal 33mo giro in poi.  Ma sarà Alonso ad entrare prima, per la seconda volta. In quel preciso momento non è stata una chiamata sbagliata: uno dei due doveva entrare, forse entrambi l’uno dopo l’altro, ma quello più a rischio era Alonso, e basta guardare la linea blu scuro di Massa per rendersi conto del pericolo. La squadra, con lo spagnolo ha pensato al momento, proteggendolo dal sorpasso della Williams e dall’accorrente Vettel. Raikkonen però è rimasto in pista coi suoi guai di gomma media altri 9 giri, ed è stato chiamato ai box una volta sicuro di mantenere la posizione di vantaggio su Massa, al 43mo giro. A quel punto lo attendeva uno stint di 23 giri su mescola dura, e con lo scarso rendimento sulle gomme che aveva dimostrato era abbastanza improbabile resistere agli attacchi di Alonso e Vettel.

Alonso e la Ferrari dicono di aver cambiato la strategia da due a tre soste cercando di rimediare all’usura delle gomme e all’arrivo di Vettel.. Sarà, ma io non mi ritrovo poi tanto: la strategia a tre soste era più lenta di quella a due, e chi non ha avuto problemi di usura eccessiva la ha adottata  senza dubbi (Grosjean con un superstint da 30 giri su mescola dura, le Force India..), e magari mi sbaglio, ma se tra i due ferraristi ce n’era uno da tutelare, quello era Raikkonen.

Inoltre pare abbastanza chiaro che le decisioni di chiamare Alonso per i primi due pitstop siano state prese più in base alla posizione di Massa, che a quella di Vettel.

Ho come l’impressione che Raikkonen sia stato lasciato solo al suo destino. Magari il finnico avrebbe potuto farsi un ragionamento  con gli ingegneri e chiedere di passare da due a tre soste prima di Alonso, chissà. Forse il finnico non è il top in quanto a spirito… di iniziativa, ma questa poteva essere un’alternativa valida, tutto sommato: lui avrebbe corso senza patemi di gomma, e Alonso sarebbe stato libero di esprimere il suo passo nel secondo stint e magari di portare a casa la gara con sole due soste. E chissà se in questo caso lo spagnolo non avrebbe resistito, grazie anche alla “protezione” che avrebbe avuto da Raikkonen, agli attacchi in pista di Vettel…

Menomale, tra poco c’è Montecarlo. Tutti in gruppo appassionatamente.

 

 

 

 

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Una risposta

  1. 23 Maggio 2014

    […] ad un paio, grazie anche alla compattezza del circuito, lungo “solo” 3.340 km. Un ritrovato Vettel e un sempre super Ricciardo in qualifica potrebbero trovarli sul fondo della pedaliera. E ciò […]

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