Perché Sebastian Vettel è un pilota sopravvalutato

Sebastian Vettel è considerato un pilota sopravvalutato perché l’italiano medio ne capisce di Formula 1 tanto quanto io ne capisco di donne. Cioè niente, che è comunque tanto quanto ne capisce un italiano medio, di donne.

Quindi no, Sebastian Vettel non è un pilota sopravvalutato, semmai è vero il contrario. E adesso vi spiego pure il perché, smontando ogni frase fatta sulla quale si basa questa distorsione della realtà che sta andando avanti anche da troppo tempo.

Sebastian-Vettel-Hungarian-Grand-Prix

Frase fatta 1: “Vettel ha vinto 4 mondiali solo perché aveva una macchina nettamente superiore”

Poiché questa è la frase fatta più usata su Vettel servirà del tempo per disfarla per bene. Preparatevi quindi ad una analisi estremamente lunga, spero non troppo noiosa, e piena di numeri. Perché se i numeri sono insindacabili quando definiscono Hamilton il “miglior qualificatore della storia” devono esserlo sempre.

Che nei 4 anni dei titoli in Red Bull Vettel abbia avuto una macchina estremamente superiore alla concorrenza è vero solo in due occasioni, nel 2011 e nel 2013. Mentre nel 2010 e nel 2012 la Red Bull era sicuramente una delle macchine migliori, in molte occasioni la migliore, ma non è stata certo dominante, anche a causa di gravi carenze sul piano dell’affidabilità.

Anni 2011 e 2013: alcuni aspetti di un dominio che è diventato annientamento della concorrenza

2011

Nel 2011 Sebastian Vettel su 19 gare ha conquistato 15 pole position e 18 prime file, l’unica volta in cui non è partito in prima fila è partito terzo. Insomma, non un gran fenomeno nel giro secco. Però effettivamente se hai la macchina nettamente superiore alla concorrenza la pole la prendi o tu o il tuo compagno di squadra. Ma dal 2010 al 2013 Webber ha conquistato 12 pole contro le 40 di Vettel, il 23% di quelle conquistate dalla Red Bull.

Se vogliamo confrontare i risultati in qualifica di altri due piloti che guidavano una macchina dominante possiamo prendere il periodo 2014-2016 della Mercedes con Hamilton e Rosberg. Rosberg ha ottenuto 26 pole contro le 30 di Hamilton, cioè il 46% di quelle totali. Come vedete non è poi così semplice e scontato battere il proprio compagno di squadra in qualifica.

Si potrebbe dire che Webber non fosse allo stesso livello di Rosberg come compagno di squadra, e molto probabilmente è vero. Però Webber non era l’ultimo arrivato, e era comunque uno che alla prima gara della sua carriera è arrivato quinto con una Minardi e che è riuscito a mettere una Jaguar in prima fila, quindi in qualifica non se la cavava così male.

webbersigaro

Poi se Rosberg fosse stato davvero così forte nessuno si sarebbe sognato di giustificare con un complotto organizzato dalla stessa Mercedes la sua vittoria del mondiale 2016 contro Hamilton. Eppure sappiamo che queste persone esistono e sono in mezzo a noi, nei nostri bar, nei nostri uffici, davanti a questo monitor, qualcuno a guidare ancora una Mercedes in Formula 1. E anche senza complotti i numeri hanno consacrato Lewis Hamilton come il miglior qualificatore della storia. E se davvero sei il miglior qualificatore della storia non dovrebbe esserci compagno di squadra che tenga, la stragrande maggioranza delle pole position dovrebbero essere tue, con una macchina in grado di ottenerle. La macchina c’era, le pole pure, non c’era la stragrande maggioranza, non perché Lewis fosse un brocco, ma perché fare una pole position, farne tante, non è mai banale, come invece si vuol far credere per quelle conquistate da Vettel in Red Bull.

2013

Torniamo a bomba su Vettel e al suo 2013. In quella stagione Sebastian ha vinto 13 gare, un record assoluto a pari merito con Michael Schumacher. Ah anche le 15 pole position della stagione 2011 erano un record, per inciso.

La cosa più impressionante di quella stagione però sono le 9 vittorie consecutive a fine stagione, dal GP del Belgio al GP del Brasile. Soprattutto perché Vettel prima di iniziare questa striscia vincente era comunque primo in classifica con 38 punti di vantaggio su Raikkonen. Inoltre il titolo l’aveva conquistato in India con 3 gare di anticipo, arrivando comunque a quell’appuntamento con 90 punti di vantaggio su 100 disponibili, quindi il titolo era praticamente già chiuso la gara precedente a Suzuka. Ma anche a titolo già conquistato Vettel ha continuato a vincerle tutte, nonostante i 4 mondiali che sazierebbero un po’ chiunque.

F1 Grand Prix of India - Race

Però anche qui c’è un complotto, pare infatti che la Red Bull del 2013 fosse talmente dominante che in realtà si guidava da sola, ad inizio weekend Vettel doveva solo sostituire il casco al fantoccio che metteva dentro la macchina al posto suo. La mania di cambiare livrea al casco ad ogni gara nasce proprio dalla necessità di tenersi occupato tra una gara e l’altra ed avere qualcosa di cui parlare con i giornalisti, visto che non poteva parlare della gara in quanto non la disputava nemmeno. Non sono sicuro di quanti seguaci abbia questa teoria, ma sono almeno tanti quanti i podi conquistati in Formula 1 da Nico Hulkenberg.

Anni 2010 e 2012: Sebastian vs Fernando

2010

Il 2010 è l’anno che tutti i Ferraristi, obiettivi e non, ricordano per il mondiale perso da Alonso all’ultima gara ad Abu Dhabi. In quella gara nefasta per il Cavallino però arrivarono in 4 ancora matematicamente in gioco per vincere il titolo di campione del mondo: Alonso, Webber, Vettel e Hamilton. Una stagione incerta fino alla fine quindi, con piloti di tre scuderie diverse a giocarsi il mondiale. Sicuramente una condizione che non viene a crearsi quando c’è una macchina nettamente e costantemente superiore alle altre, abbiamo già visto come finiscono i mondiali se dai una macchina così a Sebastian Vettel… Ancora un altro paio di statistiche, giusto per convincervi bene bene. Vittorie: Vettel 5, Alonso 5, Webber 4, Hamilton 3, Button 2. Podi: Vettel 10, Alonso 10, Webber 10, Hamilton 9, Button 7, Massa 5.

Con questi valori in campo, e arrivando negli Emirati da terzo in classifica generale, Sebastian Vettel riuscì a conquistare il suo primo titolo mondiale, recuperando nell’ultima gara più dei 15 punti che lo dividevano da Fernando Alonso, tutto questo dovendo comunque fare i conti con un ritiro in più durante la stagione rispetto ai suoi avversari.

vettel abu dhabi 2010

2012

Come nel 2010 arrivarono a giocarsi il titolo fino all’ultima gara Vettel e Alonso, con Hamilton fuori dai giochi nonostante una McLaren estremamente competitiva ma incredibilmente poco affidabile e fortunata. Anche qui è interessante vedere come si sono divise le vittorie tra i vari piloti per capire i valori in campo: Vettel 5, Hamilton 4, Alonso 3, Button 3, Webber 2, Rosberg 1, Raikkonen 1, Maldonado 1. Esatto, Pastor Maldonado ha vinto una gara nel 2012, la quinta delle prime 7 gare del campionato vinte da 7 piloti diversi, anche questa cosa a me sembra difficilmente realizzabile in presenza di una macchina estremamente superiore alle altre. Però potrei essere io, magari è successo perché Vettel è davvero scarsissimo o perché non voleva ammazzare subito il campionato, lo scopriremo solo quando anche lui pubblicherà la sua biografia.

La gara decisiva si svolge in Brasile, Vettel è davanti ad Alonso di 13 punti, che sono comunque meno di quelli che il tedesco aveva recuperato allo spagnolo nel 2010. Ma al primo giro la situazione si complica enormemente per Sebastian. Bruno Senna tirando la staccata a Paul Di Resta finisce leggermente lungo in frenata e colpisce Vettel, che stava facendo la curva coprendo la traiettoria proprio su Di Resta. Il pilota della Red bull finisce in testacoda e in ultima posizione, con la fiancata danneggiata.

vettel brasile 2012 fiancata

Se Vettel dovesse non andare a punti ad Alonso basterebbe un podio per essere campione, ma Vettel non molla e comincia a recuperare posizioni su posizioni fino a portarsi alla sesta posizione finale che, con il secondo posto di Alonso, è comunque sufficiente a farlo diventare campione del mondo per la terza volta consecutiva.

Bonus: 2009, l’anno di Vettel del quale non parla mai nessuno

Nel 2009 il mondiale lo vince Jenson Button con la Brawn GP grazie soprattutto alle 6 vittorie nelle prime 7 gare, e questo ce lo ricordiamo un po’ tutti. Quello che pochi ricordano invece è che Vettel arrivò secondo in quel campionato, perdendo la possibilità matematica di conquistarlo solo alla penultima gara, dovendo fare i conti con 5 ritiri su 17 gare contro un solo ritiro per Button. Altra cosa, il doppio diffusore della Brawn l’hanno scoperto presto ma gli altri ci sono stati mezza stagione a copiarlo, quindi per la prima metà della stagione la Red Bull non aveva questo espediente tecnico che garantiva un enorme vantaggio a Button.

Però anche qui magari era Button scarso, forse non era lo stesso Button che in McLaren dal 2010 al 2012 ha fatto 672 punti contro i 657 di Hamilton, Hamilton ha avuto sicuramente più sfortuna con i ritiri per noie tecniche, ma anche Button non ne è stato esente. Adesso Jenson non sembra più tanto scarso vero?

vettel 2009

Frase fatta 2: “Nel 2014 Ricciardo ha battuto nettamente Vettel”

Questa la liquidiamo in velocità, che già mezzi di voi li ho persi tra i numeri del pippone sui 4 mondiali, quindi i pochi sopravvissuti meritano un premio.

Dopo 4 mondiali consecutivi ci sta una flessione di rendimento? Sì.

Dopo 4 mondiali ci sta che uno abbia meno fame di risultati per sopperire alle mancanze della vettura rispetto ad un compagno di squadra al primo anno in un top team? Sì.

Ci sta che Daniel Ricciardo sia difficile da battere come compagno di squadra in ogni caso? Sì.

Ci sta che fare il confronto tra due piloti basandosi sui dati di un solo anno è sbagliato? Sì.

Se non siete convinti di nessuno dei precedenti punti niente paura, liberi di farlo, però devo avvisarvi che nel 2015 Daniil Kvyat ha battuto Daniel Ricciardo ai punti con la Red Bull. Quindi Sebastian Vettel sarebbe più scarso di Daniel Ricciardo che sarebbe comunque più scarso di Daniil Kvyat.

Daniil Kvyat, l’uomo scaricato a stagione in corso da due team diversi in due anni consecutivi.

kvyat

Frase fatta 3: “Vettel ha vinto con la Toro Rosso a Monza nel 2008 solo perché era la migliore macchina sul bagnato”

Allora, nessun progettista progetta una macchina per andare bene solo sul bagnato, mettetevelo in testa. La progetta per andare bene sull’asciutto, magari facendo in modo che non sia inguidabile sul bagnato, ma solo se avanza tempo, nessuno ha mai fatto e mai farà il contrario.

Ovviamente la Toro Rosso quel weekend aveva un setup adatto per affrontare le condizioni di bagnato, come lo avevano tutte le altre scuderie, la pioggia era prevista per tutto il weekend e puntualmente si è presentata. Le qualifiche erano sul bagnato, tutti le hanno affrontate con un assetto da bagnato, nessuno ha fatto le qualifiche con assetto da asciutto sperando nel sole il giorno della gara perché era comunque prevista pioggia anche per la domenica. Quindi no, la Toro Rosso non era l’unica macchina con assetto da bagnato quel weekend.

Italian Formula One Grand Prix: Qualifying

Vettel ci ha messo parecchio, se non tutto, del suo per vincere quella gara e prendersi anche la pole il sabato, con una macchina che aveva comunque il motore vecchio di un anno, questo non lo dice mai nessuno. Un altro dato interessante: Vettel ha fatto 35 dei 39 punti della scuderia in quell’anno, contribuendo a raggiungere il sesto posto nel costruttori al team di Faenza, miglior risultato della sua breve storia.

Però magari anche qui può essere che quella Toro Rosso fosse la migliore macchina mai partorita a Faenza. Se fosse così però le macchine buone che Vettel si ritrova a guidare puntualmente ogni anno iniziano a diventare un po’ troppe e anzi, sarebbe il caso di riconoscergli la capacità di trovarsi sempre nel team giusto al momento giusto. Però, se davvero Vettel avesse questa fortuna/capacità innata, non si spiega come si sia ritrovato a guidare la Ferrari SF 16-H nel 2016. O forse era competitiva anche quella vettura ma io ero distratto mentre succedeva, chissà.

Frase fatta 4: “Vettel quest’anno sotto pressione sta commettendo troppi errori.”

Di errori veri oggettivamente quest’anno da parte di Vettel vedo solo la ruotata data ad Hamilton a Baku, su quella non si può discutere, quello è un erroraccio e una perdita di lucidità inguistificabile, infatti non lo giustificherò.

Però gli altri due errori, che sarebbero la manovra in partenza a Singapore e l’incidente con Stroll a fine gara permettetemi di dire che non sono errori dei quali dovrebbe essere indicato come l’unico responsabile.

Visto che sono stati episodi analizzati un milione di volte sarò breve e conciso.

singapore 2017

A Singapore la manovra difensiva su Verstappen è una cosa che avrebbero fatto tutti, probabilmente non l’avrebbe fatta nessuno sapendo della presenza di Raikkonen dell’altra parte che impediva a Verstappen allargarsi a sua volta. Vettel però questo non lo poteva sapere, Raikkonen era nel suo punto cieco, diversi piloti l’hanno detto. Addirittura Ricciardo a Suzuka ha detto che nemmeno lui non sapeva bene dove fosse Verstappen quando l’ha stretto alla prima curva, e guardando le immagini della partenza ci si rende conto che Verstappen fosse molto più vicino a Ricciardo a Suzuka di quanto non lo fosse Raikkonen con Vettel a Singapore.

Vettel poteva comunque fare una partenza più cauta? Sì. Vinci i mondiali iniziando a fare il ragioniere a 7 gare dalla fine? Forse, se sei sicuro di avere la macchina migliore del lotto.

Per quanto riguarda l’incidente con Stroll invece voglio semplicemente mostrarvi questi due fotogrammi, le conclusioni fatele voi.

 

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Ok, ve li spiego comunque per essere sicuro del messaggio. Stroll si allarga dalla traiettoria ideale, delimitata internamente dalla riga nera di marbles lasciati durante la gara (freccia), è abbastanza palese se si guarda la distanza che li separa dal bordo esterno della ruota anteriore sinistra di Stroll (linea verde). Nel primo fotogramma la distanza dai marbles è minima, mentre nella seconda i marbles (sono molto pallidi ma si vedono) non ci sono nemmeno nell’inquadratura affianco alla ruota. Stroll non si è allargato a caso, sia chiaro, voleva lasciar passare nella traiettoria interna Grosjean che stava arrivando, ma per fare questo è finito nella traiettoria esterna dove c’era già Vettel, da questo video è parecchio chiaro.

Però una cosa è certa, nessun altro top driver ha mai commesso degli errori in fasi decisive del campionato.

alonso fuji 2007

 

hamilton cina 2007

 

Nemmeno quelli del passato recente.

 

hakkinen monza 1999

 

schumacher villeneuve jerez 1997

Ooops.

Conclusioni

Si possono mettere in dubbio tante cose di Sebastian Vettel, il suo essere emotivo che lo rende più italiano che tedesco, il lamentarsi per qualsiasi cosa alla radio, il suo bisogno ossessivo di cambiare casco ad ogni gran premio, ma sottovalutare il suo talento straordinario ed universale vuol dire sottovalutare la Formula 1.

Perché di lui si può dire che non sa correre solo quando deve usare le gambe, non quando deve usare una macchina.

vettel corre

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Una risposta

  1. 17 ottobre 2017

    […] Traduzione di Giacomo Pazzi – articolo originale qui […]