QuarantenaGP: Azerbaigianni PRAYlist

Di Pierpaolo Verri

 

Quello di Baku, in Azerbaigian, è un circuito molto strano. Un tracciato cittadino unico per caratteristiche, dove si passa dagli oltre 340 Km/h in fondo al rettilineo alla celeberrima strettoia del castello, nel giro di una manciata di secondi. Siccome a chi segue il Quarantena GP non li si vuole far mancare davvero nulla, ecco qui tutta per voi una gustosissima playlist che vi accompagnerà in un giro per il circuito.

Una playlist che spazia dagli anni ’80 alle hit moderne e che ha come unico denominatore il tracciato di Baku e le emozioni (o i brividi, molto spesso) che quest’ultimo regala.

Pronti via, si taglia il traguardo ad altissima velocità, lanciati sul rettilineo e si inizia ad impostare curva 1. La prima curva è il punto di sorpasso più “chiaro” del circuito. Attenzione però, perché il rischio di fare danni è molto elevato, soprattutto se si è lontani dall’avversario davanti e se si stacca alla disperata, alla ricerca di una roba che andrebbe bene giusto per Daniel Ricciardo. L’ultima volta che ho controllato la entry list del Quarantena GP però non ho visto nessun “Daniel Ricciardo” fra gli iscritti. Attenzione allora. In curva 1 si può sorpassare, ma bisogna essere umili e dosare bene la staccata. Umiltà, ve lo dice anche Kendrick Lamar con la sua “HUMBLE”.

 

Nel malaugurato caso in cui, invece, qualcuno dovesse urtarvi e spedirvi nella via di fuga la prima cosa che farete, oltre ad imprecare, sarebbe molto probabilmente chiedervi chi sia stato a fare cotanto scempio, un po’ come cantavano i Men at Work con “Who can it be now” un pezzo che profuma di anni ’80 tanto quanto “Don’t you (forget about me)” dei Simple Minds, altra canzone che può tornare utile, nel caso in cui qualcuno voglia coltivare desiderio di vendetta nei confronti di quello che l’ha sbattuto fuori.

 

Una vendetta da servire con un bel sorpasso e non con un’altra sportellata, non siamo mica agli autoscontri.

 

Dopodiché abbiamo tre curve consecutive a 90°. Facile, penserete voi. Difficile, vi risponderebbe chi ci corre. Qui diventa fondamentale trovare dei punti di riferimento per la staccata. Possono essere i cartelli della distanza dalla curva oppure i segnali stradali e le strisce pedonali sul circuito. Due soluzioni, queste ultime, più rustiche ma ugualmente efficaci. L’importante è seguire bene i punti di riferimento e trovare l’esatto punto di staccata, senza farsi ipnotizzare dall’inseguimento all’avversario di turno. E qui ci torna utile un gioiellino di Notorious B.I.G., “Hypnotize”. Già mi vedo il vostro corpo andare su e giù al ritmo del basso.

 

Bene, il primo settore è passato. Ora viene il bello. O il brutto. Perché si va dalle parti del famigerato castello. Non siamo in un gioco di Super Mario, in questo castello non c’è nessuna principessa da salvare, c’è solo da sfiorare i muri e spingere come i matti su un vicoletto tortuosissimo. È pericoloso ma al tempo stesso adrenalinico, è una “Danger zone” come quella cantata da Kenny Loggins. Avete presente la canzone di Top Gun? No, non quella dove Tom Cruise va a letto con la biondina, ma quella dell’intro con gli F-14 che schizzano in volo. Esatto, è proprio quella.

 

Avvertimento importantissimo in vista della strettoia del castello: da lì, in due, NON SI PASSA. A questo proposito ci torna utile un’altra soundtrack di un altro classicone made in USA degli anni ’80, ovvero Rocky IV. “No easy way out”, cantava Robert Tepper, non è facile uscirne da una situazione del genere. Se conoscete il film e conoscete il pezzo, in questo momento vi sarà venuta voglia di guidare una Lamborghini Jalpa rigorosamente nera.

 

Dopo l’angusta chicane del castello, si sale su, in una sterzata verso destra, molto insidiosa. Insidiosa perché la macchina tende a scivolare e non è facile tenerla attaccata al cordolo. Se la macchina “scivola” non si può non menzionare “Slide”, un pezzo freschissimo confezionato da Calvin Harris (che è il sosia di Sebastian Vettel) per Frank Ocean e Migos.

 

Se siete usciti vivi dal castello (urrà!!!) e non avete slittato troppo nella successiva picchiata in salita, vi troverete lanciati nel tratto finale del secondo settore: una lunga tirata full throttle in leggera salita, che porta ad una delle curve più complicate del circuito: la famosa 15. È un tornantino che ti fa scollinare e ti porta nella parte finale del giro. La 15 ha un cordolo interno molto molto alto, che vi fa letteralmente decollare se lo prendete bene. Lo sentite anche voi vero? NA-NA-NA-NA-NA-NANAAAAA-NA-NA-NA-NA-NAAAAAAAA. È l’iconico sintetizzatore dei Van Halen nella loro “Jump”. Se non avete letto la melodia a ritmo non voglio neanche conoscervi.

 

Nel caso in cui il salto, sia andato a buon fine, occhio a non sbattere sul muro esterno. È vero che i Major Lazer nella loro “Lean on” dicevano che abbiamo sempre bisogno di qualcuno a cui appoggiarci, ma ecco, quel muro meglio di no.

 

Bene, se siete sopravvissuti finora allora siete riusciti a finire il secondo settore. Ora vi aspetta il terzo settore. Una curva in discesa verso sinistra, che va tagliata bene per poi preparare al meglio l’uscita per il lungo, luuuungo, lunghiiiiiiiiiiiiissimo rettilineo finale. Che non è proprio rettilineo, perché di mezzo c’è una strana “s”, da fare sempre in pieno full gas. Senza essere troppo bruschi sullo sterzo, accompagnando la macchina con armonia. Una dolce armonia. Come la “Sweet harmony” dei Beloved.

 

Superata la “s” è finalmente fatta. Siete sul rettilineo finale, avete tutto il gas spalancato. E, soprattutto, se avete ascoltato la playlist che per comodità vi rimettiamo qui sotto, avete fatto passare della buona musica nelle vostre orecchie.

HUMBLE – Kendrick Lamar
Who can it be now – Men at Work
Don’t you forget about me – Simple Minds
Hypnotize – Notorious B.I.G.
Danger zone – Kenny Loggins
No easy way out – Robert Tepper
Slide – Calvin Harris ft. Frank Ocean & Migos
Jump – Van Halen
Lean on – Major Lazer
Sweet harmony – The Beloved

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