Sebastian e la Fortuna di polistirolo

“Tu pensa a correre che al resto ci pensiamo noi” gli avrà detto Horner sabato pomeriggio. E infatti l’han lasciato talmente senza benzina che la penisola araba intera ha riso per tutto il week-end: da quelle parti il carburante premium costa così poco che Saddam lo dava a bere ai cormorani.

Benvenuti ad Abu Dhabi,

dove Hamilton ha un rapporto d’amore con la pista, Raikkonen bestemmia perchè sul podio danno Acqua di Rose, Alonso bestemmia perchè in qualifica la sua macchina sembra quella di De La Rosa, e Vettel parte merdesimo perchè a Charlie Whiting è andata la cena di traverso.

Inizia la gara

Gli montano le gomme medie, perchè così si fa quando parti dalla pit-lane sperando in una Safety Car.. Dice: una volta su tre gare fa 33% di possibilità, che non è tanto, ma manco niente.
Partono, il ragazzo inizia la danza, qualcuno gli sale sull’alettone e lo rompe mezzo. In un attimo siamo al nono giro e lui è già 11mo quando, inesorabile come una mora universitaria (la tassa, non la ragazza dei sogni) il 33% diventa 100%… Così come due anni fa, una Mercedes si accartoccia con un’altra vettura: è Rosberg, che fa le prove di lancio con l’amico Karthikeyan per un 2013 scoppiettante.
La Safety Car entra, ma Vettel non va ai box, impegnato com’è a zig-zagare negli scarichi di Ricciardo: i due guidano vetture sorelle e un po’ coltelle, ad un certo punto il nasone di Ricciardo sfugge al controllo del pilota e sbanda starnutendo, Ricciardo sbatte testa e sterzo, frena di botto, Vettel se ne accorge e per scansarlo penetra un enorme cubo di polistirolo con la scritta “DRS: PER ME SI ENTRA NELLA CITTA’ DOLENTE…” dando il colpo di grazia all’incolpevole alettone.

E’ qui che cambia la corsa… Newey, che arde di adolescente passione per l’aerodinamica, non vede l’ora di elaborare la soluzione dell’anno: un alettone calpestato più volte. Richiama Vettel ai box, si fa consegnare il pezzo sapientemente danneggiato e con gli occhi a cuoricino lo guarderà e ci farà l’amore per almeno un quarto d’ora, partorendo un’idea rivoluzionaria da usare l’anno prossimo.

Al pupo insieme all’ala nuova monteranno le gommine soft, quelle preferite.
Che poi nessuno lo ha detto, ma è l’evento che cambia la gara.
Seb torna in pista ultimo, dietro il duo Grosjean-Di Resta… Ora attenzione:

E’ il 15mo giro,

si riparte.. Il ragazzo si sbarazza dello scozzese e si ingarella con Lapo. Prova talmente gusto a superarlo che si ferma, gli da strada e lo ripassa, come Maradona che faceva le mutande fronte-retro agli avversari antipatici. Superare poi Time o’Glock, Petrovicic, Akira Kovalainen, JeanLuisDavid e Lallipop due per volta sembra una formalità, poi arriva il turno di Ricciardo che invece di un “grazie” si becca un vafanculo.. Quindi tocca a Schumacher, mentre Kobayashi decide di togliersi dagli schiaffi e va ai box. Davanti al giovane ora c’è la speranza del popolo Ferrarista, Felipe Massa, che anche andando 1 secondo al giro  più lento, di certo lo ostacolerà almeno un po’ coi suoi 320 all’ora difficili da superare. Felipe ama le imprese, e quindi decide di valorizzare quella di Vettel togliendosi dalle palle con un testacoda figlio di un amplesso con Webber. In un amen anche l’Australiano viene raggiunto dalla sua croce, il TimRedio RedBull: “Mark, non c’è motivo di lottare con Sebastian…” - Webber: “hmmfff” – …20 SECONDI DI SILENZIO… -  TimRedio: “Mark.. Se non entri ai box ORA ti spariamo alle gomme”. Pit Stop di Webber.
Nel frattempo anche Alonso, Maldonado, Button e Perez si sono fermati perchè ormai correvano su gomme di legno, a Hamilton s’è fermata la McLaren perchè è un traditore e Vettel è secondo dietro Raikkonen che intanto ha mandato affanculo il DeeJay di Radio Lotus e si sta godendo appieno il suono dei suoi giri veloci. Il burlone Finlandese ha vantaggio a sufficienza per una sosta e incredibilmente lo convincono ad entrare, indovinando una strategia per la prima volta dal 18 di Marzo. Vettel resta in pista ancora un po’, il tempo di mettere tra sè e Grosjean una sosta gratis.

Entra ai box al 37mo giro

Morale della favola: in 22 giri ha creato 25 secondi di vantaggio tra sè e Grosjean-Di Resta, nel frattempo ha superato 7 vetture, altre 6 gli sono sparite dall’orizzonte perchè bisognose di gomme nuove e un’altra ancora era quella di Massa, che a volte è più trasparente della ghost car di need-for-speed. E’ la sua gara, e non c’è cubo di polistirolo che tenga o Dea bendata che dispensi a casaccio successi: quando guidi come un cristo non puoi che risorgere.

Rientra in pista lontano dai guai,

Raikkonen ha fatto pace col DeeJay e veleggia verso la vittoria, Alonso si difende da Button e lui li segue a 15 secondi con un altro treno di soft. Qualche secondo dietro di lui Grosjean, Perez e Webber cercano il modo di non mandarsi affanculo: non lo troveranno. E le more universitarie diventano due: ari-Safety-Car e distacchi neutralizzati.
Alla ripartenza il giovane Seb potrà cogliere un’opportunità: scegliere se tenersi i suoi 12 punti in sicurezza, o rischiarli tutti per guadagnarne altri 3 superando Button. In realtà, nella sua testa Sebastian ha già superato Button, deve solo attendere il 52mo giro: lo finta, si infila all’esterno, resiste tenendosi largo, poi chiude: è davanti. Ed è ancora a caccia: il giro veloce ce l’ha Alonso, che sette giorni prima gliel’aveva soffiato all’ultimo rovinandogli lo slam al Buddh Grand Prix, prima di cederlo, ironia della sorte, proprio a Button.

1.43.964.

Veloce, cannibale, implacabile, vendicativo e talvolta fortunato.
Così com’è un Campione.

 

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