Sparate sul gommista

Allora sono passate tre settimane, però sembrano sei mesi: una buona vettura s’è trasformata in un missile a testata nucleare che nemmeno Kim Jong-Un… E dall’inverno siam passati all’estate, improvvisamente non piove più e c’è un sole che nemmeno i migliori anni della nostra vita.

Benvenuti in Cina

Dove sono talmente in tanti che pur di stare comodi andrebbero a rifugiarsi ovunque. Infatti le tribune sono quasi piene e tutti sono felici. E quindi Montezuma è felice, perchè lo sponsor cinese è felice e il fatturato è felice: vincerà Alonso.

Prima però ci sono le qualifiche

O almeno, noi così sapevamo.
La Purelli si è spinta oltre le aspettative ed ha portato delle gomme di puré, che danno anche gusto, ma come tutte le cose buone finiscono presto. Lo sa Jenson Button, che al venerdì s’era ritrovato a guidare su tre ruote per uno squarcio sull’anteriore sinistra grande quanto il grand canyon.

Lo sanno gli ingegneri,

e alla fine lo sappiamo anche noi: vedremo sì e no un tre-o-quattro di giri buoni.

Questa che per i pur(é)isti della Formula1 è una condanna, per Mark Webber è ormai un’aspirazione. Lui di giri non riesce a farne manco due. Per non rischiare una malesia, quelli della Red Bull insieme alle gomme di puré gli hanno montato un serbatoio grande quanto quello di una sigaretta elettronica. Con lo svapo a gusto benzina-residua il buon Markone riesce a fare un 1.36.e-duemaroni che gli vale la 15ma  posizione. Vistosi tra Sutil e Maldonado però, decide di fermare la macchina in mezzo alla pista a soli 300 metri dalla più vicina pompa di benzina. Lo squalificheranno -una prima volta- per intralcio al traffico e lui partirà merdesimo, dalla pitlane.

Nico Rosberg invece è finalmente sul suo circuito preferito. Lui e Massa martellano giri velocissimi prima ancora di premere sull’acceleratore, che è facile pensare che uno dei due sarà in Polposiscion. Infatti il giro più veloce del sabato sarà di Hamilton, seguito a una vita di distanza da quel gran frigo di Kimi Raikkonen, poi Alonso e poi ecco Rosberg e Massa. Alle loro spalle c’è un intruso con i capelli rossi e le lentiggini che guida la Lotus al posto di un Italiano, poi finalmente in settesima posizione Ricciardo, uno che in qualifica va come un animale. Jenson #fastest #gentleman Button non riesce a non mandargli i complimenti via radio: “Ricciardo?!? WOW!”. Jenson ti voglio bene. Però non sai che Ricciardo in realtà ti ha battuto lanciando il naso oltre l’ostacolo.

Ma VETTEL.. DOVE CAZZO STA?!?!

Vettel è novesimo dietro Button, perchè gli hanno fatto la strategia dell’anno. Faranno gara di conserva partendo con le medie perchè in hospitality avevano finito il condimento per le cotolette e hanno usato due treni di gomme gialle. A Webber invece metteranno proprio quelle. Sempre per non rischiare una malesia.

Partono

Raikkonen si addormenta sulla frizione e resta in piazzola a sorseggiare Burn e godersi le tribune piene mentre le gomme burn-outtano a vuoto sullo sporco.. Alonso e Massa lo passano e si mettono all’inseguimento di Hamiltone, che dopo un giro gira come la safety car, cioè la Red Bull di Webber, che dopo 6 curve torna in pitlane a bestemmiare tutta la fede Christiana.
Alonso prende la scia di Lewis, Massa prende quella di Alonso ed ecco un sorpasso della madonna. Questi sì che sono giochi di squadra, altro che Sutil e Di Resta che giocano alla morra con sasso, forbice e calcio. Nel frattempo il sole picchia, e Gutierrez decide di usare la macchina come cappello.

Giro 4 Ricciardo va ai box e Horner lo segue per chiedere a TOST come mai va d’accordo col puré.
Giro 5 Hamilton deve andare ai box e la Ferrari, che sa di poter/dover lasciare Alonso in pista un giro in più NON ne approfitta per chiamare Massa ai box insieme a Lewis. Questo per essere sicuri di dare a Felipe la strategia peggiore, come da tradizione. Risultato: dopo il primo giro di pit Massa è in un mare di merda e Alonso è solo, virtualmente al comando, in attesa che i vari Hulkenberg, Vettel e compagnia media entrino ai box. Quando questo accade, la gara ha già il suo vincitore. La regia si dimentica di Fernando, l’attenzione ora è su Hamilton e Raikkonen che lottano per un secondo posto a base di gestione gomma.

Rosberg intanto fa le curve su tre ruote perchè pare che l’amico Fric gli si sia inspiegabilmente rivoltato contro. Estasiati da tanto ardore agonistico quelli della Red Bull tentano l’emulazione: chiamano Webberone ai box per cambiargli il musetto danneggiato dopo la botta data a Vergne. Loro sono abituati a cambi gomme che durano al massimo 2 secondi, averne 8 a disposizione li manda in confusione e montano a Webber tre gomme e un 45 giri di Orietta Berti.
Red Bull ti mette le ali. Quanto alle gomme.. montatele da solo.

Detto fatto, dopo 45 rotazioni il disco prende il volo, Webber viene superato da Orietta Berti, si ferma, parcheggia, scende e scambia due chiacchiere col benzinaio di ieri. In Red Bull ridacchiano mentre la Fia comunica a Webber la penalità per aver scartucciato Vergne: al prossimo GP del Bahrain, Mark partirà ancora una volta merdesimo, non dalla pitlane, ma dal Qatar.
Missione compiuta: la Malesia non era che il male minore.

Io nel frattempo mi sono addormentato, sperando di recuperare un po’ di sonno per poi concentrarmi sulla SuperBike quand’ecco vengo svegliato da una famosa voce italiana: è Edoardo Bennato che canta “Terzo stint a destra, questo il cammino, e poi dritto fino al mattino… poi la strada la trovi da te, porta al muso con il buco che non c’è”.. In un attimo mi rendo conto di aver ancora una volta esagerato col superalcolico del sabato sera.
In realtà era Andrea “terza” Stella che parlava in radio con Fernando: “Gli stai dando 3-4 decimi a settore Fer.. NO – NEED – TO – PUSH facendo bene attenzione stavolta a scandire l’inglese. Un assist degno del miglior Roberto Baggio.

Come quando mia madre mi sussurra “VAI PIANO” tirandomi dolci carocchie mentre esco dalle curve in derapata e io non vedo l’ora di risponderle. Uguale. Soltanto un po’ più rosso.

imnot

Un sentito grazie ai miei “musi” Alessio (e Sarah) Winkhaus, Chiara, Crisfofaro, Laura, Marco, Matteo e Vittorio.

Un saluto a tutti.. Chaz.

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