You serious?

La bellezza dei weekend di gara è che vengono ricordati per le cose più disparate, se ci ragiono mi rendo conto di ricordare gran parte dei gran premi che ho visto solo per le più assurde polemiche, o per le più fantasiose illazioni sui più fantasiosi argomenti. Proviamo: se vi dico Baku 2017? Lo so che la prima cosa che pensate è: “chiamate la neuro!!!”, vi ho visti.

Ma parliamo dell’ultima gara, quella della santa madre Russia (leggetelo con il giusto accento o non siete miei amici): sul lungo termine quello che rimarrà non sarà la partenza di Vettel, o la telenovela spagnola via radio tra Leclerc e il suo ingegnere, non sarà l’ordine di squadra mancato e poi vendicato.

Quello di cui parleremo da qui a tre anni, quando Hamilton sarà arrivato a tremilacentonovantasei titoli mondiali (lo so, assurda la matematica!) e avrà battuto i record sui giri veloci di mia nonna quando ha da infornare un’intera cassa di scacce, sarà dato dal parto di una mente così contorta da sembrare quasi dannatamente geniale.

Alle orecchie più semplici, quelle che appartengono a persone evidentemente troppo ingenue per stare al mondo, potrebbe sembrare una totale e incomprensibile assenza di umanità, ma si tratta invece di un vero e proprio momento di genialità.

L’idea è questa: un pilota lascia la sua monoposto appena defunta a bordo pista (solo per caso vicino a un’uscita segnalata appositamente) per danneggiare addirittura il suo compagno di squadra, prevedendo non si sa come, forse leggendolo nelle stelle durante un pomeriggio soleggiato, che ci sarebbe stata virtual safety car. Lo so, è illuminante, non ringraziatemi, sono qui apposta.

Cerchiamo di capire dove quegli individui chiaramente troppo scettici sbagliano nel non vedere la brillantezza di un ragionamento del genere.

Costoro non capiscono evidentemente che il pilota in questione avrebbe pure potuto resistere, fare il piccolo sforzo, se solo avesse voluto, di riportarla ai box poco più avanti, o se non ci fosse riuscito, almeno di provarci. Interrogato sulla questione e rispondendo a chi gli chiedeva cosa sarebbe successo in questo caso, il protagonista della vicenda ha molto ironicamente risposto simulando una bella scarica elettrica.

Ma che sarà mai caro mio, bazzichi in Italia da tanti anni, visiti le case di così tanti giornalisti italiani solo per infastidirli, ti ingozzi di pasta al pomodoro e non hai mai visto l’Eredità su Rai1? Non hai mai assistito al magico evento de “la scossa”? Dai, allora fidati, ti saresti super divertito!

Che tra l’altro devi essere davvero un professionista per chiedere a un pilota quale sia il motivo per cui si è fermato dopo che il suo ingegnere di pista gli ha intimato “Stop the car!”, ma insomma, non stiamo troppo qui a cavillare, suvvia.

La “voce della Formula 1” italiana è convinta che tutto ciò sia plausibile, vani i tentativi degli ingenui pivelli attorno a lui di smentirlo, lui ci ha tenuto a ribadire quello che per lui era verità. Voci di ogni tipo, che fossero motivate da notevoli conoscenze tecniche e supportate da anni di esperienza o che provenissero semplicemente da chi possiede di natura un minimo di buon senso, sono state zittite più volte. Dobbiamo dire come stanno i fatti: lui ha chiesto le opinioni di altri, ma ha soffocato le risposte, che bisogno c’è di venire smentiti quando si conosce la verità assoluta delle cose?

E dovete capire una cosa, belli i miei scetticoni: se un’idea del genere proviene dall’emittente televisiva che, senza dubbio meritatamente, è l’unica a trasmettere i weekend di gara, deve essere per forza vera.

D’altronde amici, chi siamo noi per mettere in dubbio coloro che si trovano sempre, ma proprio sempre, sul posto con i piedi sulla pit lane a intervistare piloti e, soprattutto, monoposto? Eh, purtroppo noi non siamo proprio nessuno.

Quindi, cari ascoltatori che non avete subito creduto alla teoria del complotto, vi siete convinti? No?

Ma come no, è semplice, è lineare. Perché vi state attaccando alle regole dell’ingegneria e alle leggi della fisica? Mollatele che sono fuffa, non fate “gli studiati”, siate più meschini e tuffatevi anche voi in questo becero drama, si nuota da dio.

O forse la verità è che si affoga da dio, proprio non saprei.

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