Analisi Austin: la gara di Kovalainen

Cerchiamo di vederci chiaro.

Il weekend di Kovalainen era iniziato bene, nonostante una pista difficile e condizioni strane, un freddo cane, un vento infame.

Buona la qualifica

I 4 decimi e mezzo che Kovy sembrava avere da Grosjean sul passo di gara simulato in FP2 si sono trasformati in 555 millesimi in Q2 e 560 millesimi in Q3. Considerato lo stato di grazia del Lapo, un distacco più che onesto: due belle zampate per raggiungere l’ottava piazzola in griglia.

La partenza

Brutto il primo giro del finnico che deve aver pasticciato sia con le complesse attuali procedure di partenza (“I struggled a little to get the settings right on the warm-up lap and ended up with wheel spin off the line”) che con il warming up delle coperture: come tutti i piloti partiti dal lato sporco (Webber, Hulkenberg, Alonso, Ricciardo) ha perso immediatamente una posizione, dall’esordiente (ad Austin) Valterri Bottas. Ha poi gestito male i primi momenti, prestando il fianco all’attacco di Di Resta alla prima curva e di Ricciardo e Rosberg sul rettilineo opposto perdendo altre 3 posizioni.

Il Primo Stint… (giri 1>17)

Ha fatto quindi la prima parte di gara in 12ma posizione sul passo “conservativo” imposto dallo scozzese della Force India finchè al 17mo giro, in netto anticipo rispetto agli altri top Team, la squadra lo ha chiamato ai box per montare le gomme HARD NUOVE e provare l’undercut sugli avversari. Non sono molto sicuro della strategia che avessero in mente. Con quelli della Lotus mi capita spesso.

…E il secondo (giri 18>31)

Kovalainen è rientrato a pista libera in 16ma posizione, 15.7 secondi dietro Gutierrez che montava le HARD NUOVE dal secondo giro (causa foratura). Già nei giri 26-27-28 girava rispettivamente 3-5-7 decimi più lento del messicano (che aveva gomme appunto 17 giri più vecchie), situazione non accettabile per il Team Lotus che al giro 31 lo ha richiamato ai box per tornare alle gomme MEDIE (ancora USATE) e sostituire l’ala anteriore.

Pare infatti che verso metà gara, oltre a problemi di switch-off del Kers, la vettura di Kovalainen soffrisse di una strana perdita di grip (“It was difficult to know exactly what was going on, as it felt like I just started losing front grip”). Dunque cambio musetto e problemi risolti (“We had issues with downforce so we changed the front wing and after that it was much better”).

Vediamo allora di analizzare le fasi finali, in cui il finlandese sembra essersi finalmente divertito (“The car is quick for sure; it’s fantastic to drive when things are going the right way”), con l’aiuto di un’elaborazione grafica del sito www.f1matrix.it e di un interessante confronto con piloti che montavano le stesse mescole.

L’ultimo stint (giri 32>56)

Il confronto che dice di più è quello a distanza tra la coppia Vergne-Gutierrez e Kovalainen.

Vergne girava su mescola MEDIA NUOVA dal 28mo giro ed ha gareggiato in solitudine finchè Gutierrez, tornato in pista al 37mo giro con gomme MEDIE USATE, lo ha raggiunto al 47mo giro.

Kovalainen come detto è rientrato al 32mo giro per montare MEDIE USATE, ed ha sempre avuto pista libera fino all’aggancio e sorpasso a Maldonado nel corso del 49mo giro.

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Il grafico del testa a testa Vergne (in arancio) vs Kovalainen (in verde) ci aiuta a capire quanto il francese sia bravo a tenere un passo regolare su gomme che devono resistere 28 giri (e arrivare a fine gara) per poi aumentare progressivamente il ritmo dal momento del rientro in pista di Gutierrez (37mo giro, inizio dell’area evidenziata in verde). La morbidezza della linea arancio è impressionante.

Alla fine del 37mo giro Kovalainen è a 17 secondi esatti da Vergne, e quando, al 47mo giro (fine dell’area in verde), avviene l’aggancio tra Vergne e Gutierrez, Kovalainen è a 18.3 secondi dal francese: ha perso cioè 1.3 secondi in 11 giri. Eppure in questa fase di gara il suo giro migliore è soltanto 120 millesimi più alto del miglior giro di Vergne (1:42.048 vs 1:41.928)… Ma non solo: in questo intervallo Kovalainen ha battuto Vergne nei tempi sul giro 6 volte su 11.

Guardando il grafico, ci rendiamo conto di quanto implacabile sia lo zig-zagare della linea verde: Kovy riesce a tirar fuori velocità dalla sua Lotus solo a tratti, spinge per due giri, poi sbaglia, poi riprende, poi sembra costretto a tirar su per altri due giri, molto probabilmente per far respirare le gomme, prima di poter riprendere a spingere.

Ha velocità “grezza” nel piede, ma non è capace di trovare l’equilibro prestazionale che è la chiave della guida moderna, mentre Vergne sembra essere in pieno controllo della sua vettura.
Ripeto, entrambi i piloti hanno affrontato questa fase con la pista libera.

Evidentemente girare su gomme MEDIE USATE con una monoposto ancora carica di carburante (più del 50% al 33mo giro) non è stato facile per Kovalainen. Più volte abbiamo sentito dire durante l’anno che i piloti più bravi sanno come “preparare” le gomme nei primi giri del run per affrontare l’intero stint senza avere decadimenti di prestazioni.
E pensare che la Lotus è la vettura che meno di tutte soffre le escursioni termiche e lo stress sulle gomme.

Ancora dal grafico notiamo come, passato il momento in cui Kovalainen ha superato Maldonado, ha doppiato Chilton e si è difeso da Di Resta (area evidenziata in blu), con la monoposto scarica l’andamento degli ultimi giri è stato più fluido (la linea verde è più “piatta”) e il finlandese è riuscito a viaggiare con sufficiente regolarità, pur non eccellendo in termini velocistici assoluti contro la Toro Rosso di Vergne, ultimi giri a parte.

E’ stato un week-end interessante e difficile. Le estreme condizioni meteo lungo le tre sessioni di prove libere non hanno di certo facilitato il lavoro di setup sulle vetture, nè giovato a Kovalainen.

Il finlandese ha dimostrato di sapere estrarre la velocità giusta dalla monoposto in assetto da qualifica, ma ha anche evidenziato che in Formula1 non si improvvisa niente, soprattutto da quando ai moderni multiskill-Drivers  vengono richieste diverse capacità di guida e soprattutto una velocità di apprendimento mai prima d’ora così importante.

Chiudo con una provocazione: e se fosse stata proprio la “troppa” esperienza il punto debole di Kovalainen ad Austin?

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