Formula 1 Australia: i momenti chiave

Lewis Hamilton vince in scioltezza, Vettel è terzo grazie ad una scintillante SF15-T e alle decisioni dei muretti Ferrari e Williams: ecco i momenti chiave della gara.

La Safety Car

L’incidente alla prima curva, provocato da una serie di eventi con protagonisti Vettel, Sainz e Raikkonen, ha determinato l’ingresso della Safety Car: l’effetto immediato è stato il prolungamento della vita delle gomme soft usate dai top10 e quindi un primo stint più lungo. La possibilità di strategia a singola sosta ipotizzata venerdì è così diventata concreta: i Top10 avrebbero indossato gomme a mescola media una volta ai box.
Alla ripartenza Felipe Nasr ci faceva notare la sua lucidità: a gruppo compatto il brasiliano ha allargato la traiettoria dell’ultima curva per preparare il sorpasso su Sainz, avvenuto con estrema semplicità subito dopo il traguardo.

Le Mercedes

Dopo essersi assicurati un buon margine di vantaggio ed atteso le chiamate dei muretti Ferrari e Williams, dal box Mercedes hanno richiamato Hamilton: l’inglese è rientrato nel corso del 25mo giro, seguito il giro successivo dal compagno di squadra. Subito dopo l’uscita dai box Rosberg ha attaccato provando una manovra impossibile all’esterno della Whiteford, ma Hamilton si è difeso con la solita cattiveria che il mondo gli riconosce, restituendo il favore al collega e scaraventandolo fuori pista come una catapulta. Sto scherzando.

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Vettel su Massa: l’errore del muretto Williams

Sebastian Vettel era visibilmente più veloce di Massa, ma non riuscendo a passarlo aveva deciso di dare aria alle gomme, rimandando il sorpasso a tempi migliori: il muretto Williams glieli ha offerti chiamando Massa prematuramente al 21mo giro. In quel momento il brasiliano stava serenamente costruendo il suo margine di sicurezza su Ricciardo girando +1s al giro più veloce (passo del 1:33.2 contro 1:34.5). La sciagurata mossa del box Williams rispediva in pista Massa dietro Ricciardo a girare 1:34.555, mentre Vettel a pista libera impressionava tutti con una sequenza di giri (1:32.859, 1:32.307, 1:32.664) che consegnava al muretto Ferrari la certezza del sorpasso sulla Williams: i meccanici Ferrari hanno operato in tutta sicurezza, e Vettel è uscito agevolmente davanti a Massa.

Studiando questo frangente nel confronto a quattro con le Mercedes mi è caduto l’occhio sui giri IN e OUT di Sebastian Vettel… Guardate che roba:

IN OUT
HAMILTON 1:51.204 1:39.012
ROSBERG 1:51.568 1:38.552
VETTEL 1:51.263 1:38.543
MASSA 1:51.561 1:38.947

Semplicemente perfetto.

Marvelous Nasr

Felipe Nasr ha confermato quanto di buono aveva fatto vedere in GP2. Detto della fortuna che lo ha assistito negli avvenimenti della prima curva e della lucidità con la quale ha preparato, alla ripartenza dopo la SC, il sorpasso su Sainz, non resta che sottolineare la solita condotta di gara intelligente e rispettosa delle gomme, costante e serena grazie ad una vettura che di certo gli ha reso più facile l’impresa.
La gestione della posizione è stata tutta opera sua, il margine di vantaggio guadagnato su Ricciardo gli ha consentito persino due giri di IN e OUT da turista.
C’è da specificare un piccolo particolare: era il suo esordio in un GP di Formula1.

La gara di Kimi Raikkonen

Dopo il casino della prima curva Raikkonen si è trovato davanti il blocco insuperabile di Nasr-Ricciardo. La Ferrari ha deciso di chiamarlo ai box nel corso del 16mo giro per metterlo su una strategia aggressiva a due soste. Il tempo della chiamata è stato ideale: tornato in pista, Kimi ha incontrato per strada soltanto Ericsson (perdendo 1.7s) e Verstappen, ed ha impressionato sulla mescola più morbida. Nonostante il primo pit-stop sia durato 6 secondi più del dovuto, il finnico si è trovato  ad entrare per la seconda sosta con ben con 28 secondi di vantaggio su Nasr, un margine che gli avrebbe consentito un pit-stop molto tranquillo. Tranquillo lo è stato, eppure non abbastanza da evitare un difetto di fissaggio dell’ormai famoso dado della ruota posteriore sinistra, con il finale che tutti conosciamo.

“Come sarebbe andata se”, è difficile dirlo: senza i 6 secondi persi durante la prima sosta Kimi avrebbe incontrato Ericsson-Verstappen prima e con gomme più fresche, li avrebbe forse superati più facilmente, guadagnando altro tempo… Di contro, avrebbe raggiunto prima anche Massa che viaggiava verso il traguardo con le sue gomme medie. A quel punto è più facile immaginare l’anticipo della sosta ai box per mettere le medie, più che un paio di giri di bagarre nel tentativo di sopravanzare il brasiliano.

Fortunatamente, di tempo per dare corpo a certe eventualità sembra essercene abbastanza.

I momenti chiave esaminati in questo articolo sono visualizzabili su questo grafico interattivo: la linea orizzontale superiore rappresenta il tempo medio sul giro del vincitore. Posando il mouse su ogni nodo si ottengono le informazioni relative al pilota nel dato giro (giro, tempo, distacco dal vincitore e mescola). Le linee pilota sono attivabili / disattivabili a piacimento.

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