Guida agli acquisti per Natale, o perché mettere Project CARS 2 sotto l’albero

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L’inverno, si sa, è la stagione peggiore per un appassionato di motorsport, ma fortunatamente in mezzo c’è il Natale, e con esso la scusa per comprarsi qualsiasi cosa di dubbia utilità ma di indubbio appagamento personale. Come ingannare quindi l’attesa per l’inizio di una nuova stagione di gare? Ma è ovvio, correndo voi stessi delle gare, comodamente seduti sul vostro divano, because Divanopoli is a state of mind.

Il rimedio al letargo forzato della parte motorsportiva (se esiste petaloso esiste anche motorsportiva, non fate quelle facce) che è in voi si chiama Project CARS 2, purtroppo non lo vendono in farmacia, non ancora.

Da assumere prima o dopo i pasti, alla mattina o alla sera, in sostituzione di un matrimonio (anche e soprattutto del vostro, siete già sposati con il motorsport, ricordatevelo sempre) o di una comunione, perché se il corpo di Cristo sta in un pezzo di pane non vedo come il rimedio a tutti i nostri mali non possa stare in un Blu-Ray.

Project Cars 2 non è infatti solo un gioco, è un Credo, come lo è stato e forse lo è ancora quello di Gran Turismo. Gli sviluppatori degli Slightly Mad Studios sono riusciti già dal primo capitolo a collocarsi in uno spazio inspiegabilmente lasciato vuoto dagli altri giochi di guida, cioè quello spazio tra arcade e simulazione vera e propria.

 

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Project CARS 2 non è un simulatore, non nel senso più estremo del termine almeno, ma di giochi accessibili a tutti che possono vantare questa caratteristica ne esistono pochissimi, per non dire nessuno, proprio perché se sei un simulatore non sei più un gioco, diventi un simulatore e basta, perdendo anche tutta quella relativa permissività che caratterizza un’esperienza di gioco godibile un po’ da chiunque.

Sia ben chiaro, una via di mezzo tra simulatori e arcade (simcade) è comunque qualcosa spostato molto verso la parte simulativa, difficilmente un simcade ti permetterà di fare cose contro ogni legge fisica conosciuta. Solamente certi effetti marginali saranno meno marcati o trascurati, anche per una questione di fluidità del gioco, mica vorrete comprarvi gli stessi computer della Nasa per giocare con un joystick vero? E comunque tranquilli, Project CARS 2 è giocabilissimo anche con un joystick, a differenza di tutti i simulatori, il vostro conto in banca è salvo anche stavolta, per ora.

In questa terra di mezzo si è collocato per parecchi anni Gran Turismo, con risultati più o meno discreti a seconda dei capitoli, ma Project CARS 2 riesce finalmente a dare quello che tutti gli appassionati chiedevano: qualità, quantità e passione.

Auto

La qualità in Project CARS 2, oltre che nei dettagli visivi delle macchine e nei loro comportamenti estremamente diversificati tra loro, la si nota soprattutto nella scelta delle auto da includere nel gioco.

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E’ una scelta che tiene conto della storia del motorsport a quattro ruote e delle categorie che l’hanno da sempre caratterizzato, tranne F1 e WRC che per motivi di diritti sono stati riservati in esclusiva ad altri titoli. Ma prendersi l’80% del motorsport ad un prezzo pari alla metà del restante 20% a me sembra già un affarone, e questo post potrebbe tranquillamente finire dopo questa considerazione.

Se non vi è ben chiaro cosa ci sia dentro questo 80% ecco un elenco in ordine sparso: Formula Renault 3.5, Indycar, Gruppo 5 (ovvero le gran turismo anni 70-80, con tutto il turbo lag che ne consegue), Gruppo A (le auto DTM dei primi anni 90, Alfa Romeo 155 esclusa purtroppo, Marchionne doveva metterla sulla Sauber), Gruppo C (prototipi fine anni 80 con prestazioni che nulla avevano da invidiare alle Formula 1 dell’epoca), GT1, GTE, GT3, LMP1 dal 2000 in poi, Turismo, Rallycross.

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Se tutte queste categorie ancora non vi bastano tranquilli, ho volutamente omesso un po’ di cosette, per esempio le Lotus storiche.

 

Tutte queste discipline motoristiche sono interessantissime e certamente fanno gola, ma se ogni classe fosse rappresentata solo da un paio di auto diverse le gare sarebbero praticamente riconducibili a dei monomarca, anche quelle che non lo sono.

Ma gli Slightly Mad Studios sanno che le cose o si fanno bene o non si fanno, quindi hanno pensato bene di mettere a nostra disposizione per esempio SEDICI auto diverse nella sola classe GT3. Non c’è un campionato ufficiale FIA per le GT3, ma sicuramente PC2 ne è il gioco ufficiale, senza nemmeno sentire il bisogno di professarsi tale.

Una lista completa delle oltre 180 auto suddivise per classi è disponibile a questo link.

Circuiti

Come per le auto anche qui è la quantità unita alla qualità a rendere pressoché perfetta la scelta delle ambientazioni di gara. Sono ben 60 le località diverse, con oltre 130 possibili layout, tutti perfettamente riprodotti in ogni minima sconnessione o pendenza del manto stradale.

E anche qui le piste iconiche per il motorsport non mancano: Brands Hatch, Monaco, Catalunya, Donington, Hockenheim, Imola, Le Mans, Red Bull Ring, Monza, Nurburgring in tutte le sue configurazioni, Silverstone, Spa-Francorchamps, Zolder, Austin, Laguna Seca, Road America, Indianapolis, Watkins Glen, Daytona, Long Beach, Bathurst, Fuji, Sugo.

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Ne ho elencate 23, un terzo delle totali, e sono comunque più delle piste sulle quali potete correre con F1 2017, e parecchie di queste 23 sono comunque migliori di Sochi, Baku o Abu Dhabi. Non voglio comparare i due giochi perché F12017 non l’ho provato, però il numero dei circuiti è un dato di fatto, come è un dato di fatto che Bathurst sia mille volte meglio di Sochi, ma facciamo anche duemila.

Inoltre ci sono anche le versioni storiche di Monza, Hockenheim e Silverstone, se mai vi venisse un attacco di nostalgia, cosa altamente probabile dato il numero di auto storiche presenti nel gioco. Insomma, non vi annoierete di certo, anche perché nessuno vi vieterà di girare con una LMP1 su un tracciato da rallycross, o di guidare una Indycar in un lago ghiacciato.

 

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Le combinazioni sono infinite, dipende solo da voi e da quanto avrete mangiato pesante il giorno prima, io per ora sono solo arrivato a provare una BAC Mono in un ovale innevato, ma sono sicuro che i cenoni delle feste produrrano nuovi spettacolari abbinamenti.

Se i 130 layout non dovessero ancora essere sufficienti niente paura, è possibile far piovere o nevicare in ogni località, o addirittura creare una transizione pioggia-sole-neve: Project CARS 2 simula perfettamente anche gli effetti del surriscaldamento globale.

Una lista completa dei circuiti disponibili la trovate a questo link.

LiveTrack 3.0

Ammetto la mia ingoranza dicendo che non so che fine abbiano la fatto il LiveTrack 1.0 e 2.0, ma so che il LiveTrack 3.0 aggiunge un’ulteriore variabile alle moltissime già presenti durante una gara.

Per farla brevissima in Project CARS 2 quando inizia a piovere la pista inizierà a bagnarsi gradualmente, come succede un po’ in tutti i giochi, ma si verranno anche a creare delle pozzanghere in punti specifici della pista, che inizierà comunque a bagnarsi prima nella parte fuori traiettoria, lasciando la traiettoria asciutta per un certo periodo a seconda dell’entità della pioggia e del numero delle macchine che stanno girando in quel momento. Ovviamente vale anche il contrario, cioè la pista inizierà prima ad asciugarsi in traiettoria lasciando umido il resto della pista anche per parecchio tempo.

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Trovarsi da un giro all’altro una pozzanghera in un posto dove prima non c’era, ricordarsi il giro dopo di stare distanti da quel punto anche se in traiettoria, uscire dalla traiettoria che si sta asciugando per cercare di riportare nella giusta temperatura le gomme da bagnato, andare a sbattere all’ultimo giro andando in acquaplaning su una pozza evitata per gli altri 9 giri di gara. Sono queste le cose che ti riconciliano con il motorsport, e che la prossima volta che qualche pilota vero sbaglierà sul bagnato ti farà pensare per 10 secondi prima di dire “ammazza che pippa”, ma lo dirai comunque, tranquillo.

Carriera

Project CARS 2 è estremamente godibile come gioco anche senza la modalità carriera, ma questa modalità aggiunge un ulteriore grado di immersione nel mondo del motorsport.

Si parte con i kart o auto comunque poco performanti, passando dai campionati nazionali a quelli continentali fino al campionato mondiale. A seconda dei risulati ottenuti si potranno sbloccare altre discipline, che ci verranno proposte sotto forma di contratto con un team per correre con loro nella stagione successiva. Ovviamente le possibilità di scelta aumentano con il prestigio dei risultati, così come la competitività dei campionati ai quali si può partecipare.

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La scalata verso le categorie regine delle varie specialità (ruote scoperte, GT, prototipi, rallycross, turismo) può essere lineare, rimanendo sempre nella stessa specialità anno dopo anno guidando macchine sempre più performanti, oppure può anche essere fatta “a salti”, cioè passando da una specialità all’altra di anno in anno, sbloccando comunque categorie con lo stesso livello di competitività rispetto alla categoria regina per quella disciplina.

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Non mancheranno poi gli eventi speciali che vi permetteranno di guidare vetture non previste nel vostro contratto per qualche gara occasionale, offrendo un assaggio di quello che magari vi aspetterà nelle stagioni a venire come campionato vero e proprio.

Per un massimo livello di sfida provate a giocare la modalità carriera con danni effettivi e disattivando la possibilità di riavviare una sessione di prova o una gara, io ve lo consiglio davvero, magari partite con un livello di difficoltà degli avversari non troppo elevato. Poi magari accettate l’invito di correre la 24 ore di Le Mans con progressione temporale reale, ma questo ve lo consiglio già meno se volete conservare l’illusione di avere una vita vera all’infuori del motorsport.

Online

L’AI in Project CARS 2 si comporta molto bene nella maggiorparte dei casi, eccellentemente in certe situazioni, mentre in altre lascia a desiderare qualcosina di meglio. Tutto sommato però gli avversari virtuali sanno fornire un grado di sfida adeguato ad ogni tipo di giocatore, ma quello che non possono dare è la soddisfazione di aver battuto una persona in carne ed ossa.

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Fortunatamente esistono le gare online, e già che ci siamo sarebbe il caso di aprire una parentesi sugli eSport motoristici.

Nessuno ha mai comparato le gare virtuali a quelle reali, spero nessuno lo faccia mai, ma sono comunque una disciplina, se non uno sport, ci sono regole da osservare e bisogna allenarsi per accedervi, e soprattutto sono un modo per avvicinare tantissimi giovani alle gare vere e proprie. Non sarà automatica come cosa ma sicuramente qualcuno si appassionerà maggiormente alle gare vere e proprie se può immedesimarsi nei suoi beniamini in virtuale.

Quindi no, gli eSport non sono il male assoluto per il motorsport, è il volerli vedere come vero motorsport quando nessuno li ha mai spacciati come tale il male assoluto. Quindi state sereni, avete buonissime chance di battere il campione di eSport F1 in una gara con dei kart a noleggio, ma non ne avete quasi nessuna di batterlo a F1 2017, e lui appunto è campione in questo, non in altro.

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Tornando a Project CARS 2 ovviamente la varietà di auto e piste è disponibile anche per competere online, con l’aggiunta di correre contro persone reali, che si comporteranno in maniera diversa dagli avversari virtuali, che potranno sbagliare sotto pressione o che potranno rifilarvi una bella sportellata se non hanno gradito un vostro sorpasso precedente, ma nella maggior parte dei casi lo faranno solo perché avete osato superarli, il come non importa, certa gente diventa nervosa a prescindere. “Homo homini lupus” Plauto, o chi per lui, l’ha scritto quando qualcuno l’ha usato come unico mezzo di rallentamento per affrontare la prima variante a Monza.

Fortunatamente questi episodi di anarchia si sono attenuati da quando è stata introdotta una “Competitive Racing License” ovvero una sorta di patente virtuale, che tiene conto delle abilità e dell’indole che un pilota dimostra mentre corre online. Per farla breve se ricevi penalità e crei molti incidenti il tuo grado di correttezza diminuirà, viceversa una gara pulita lo farà aumentare. Discorso analogo per il grado di abilità, vincendo gare contro avversari considerati più abili il livello aumenta, perdendo contro avversari meno abili scenderà.

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Questo sistema permette di sapere contro chi si andrà a correre in una determinata gara e soprattutto disincentiva i comportamenti scorretti, in quanto un host potrebbe decidere di rendere la sua stanza accessibile solo a giocatori con un minimo livello di correttezza o di abilità, per avere gare il più equilibrate possibili.

Giocare online a Project CARS 2 è estremamente appagante, ti costringe a ragionare prima di compiere un sorpasso troppo azzardato, a preferire un assetto che ti consenta di essere più costante che veloce, e soprattutto ad osservare come si comportano i piloti più bravi di te.

Conclusioni

Project CARS 2 rischia di passare come un gioco di nicchia quando in realtà ha tutte le caratteristiche per abbracciare ed appagare un numero vastissimo di giocatori.

Mi sono ben guardato dal fare confronti troppo dettagliati con i titoli concorrenti perché non li ho provati e questa non voleva essere una recensione oggettiva vera e propria. Ma ciò che mi fa mettere Project CARS 2 ad un livello superiore è proprio il fatto di non sentire la necessità di avere altri titoli di giochi di guida, certo non è perfetto, lontano dall’esserlo, ma i suoi pregi sono talmente importanti da far passare in secondo piano tutti i difetti.

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Project CARS 2 sta osando nel suo settore, sta osando puntando su categorie non seguitissime, sta osando nell’andare a scontrarsi contro un mostro sacro come Gran Turismo e contro i milioni di fan che può vantare F12017, sta osando nel portare elementi prettamente simulativi in un gioco che vuole essere comunque accessibile a tutti.

I ragazzi degli Slightly Mad Studios mossi dalla loro enorme passione per il motosport ci stanno provando davvero a portare qualcosa di nuovo e ad uscire dalla comfort zone, la concorrenza può dire altrettanto?

A questo punto l’unica cosa che vi separa da Project CARS 2 è il comprarlo al miglior prezzo, e noi ovviamente abbiamo pensato anche a questo. Consigliamo la Limited Edition che oltre ad avere la confezione più bella di sempre contiene un codice per sbloccare gratuitamente un DLC di auto giapponesi (purtroppo non il commento in giapponese) e soprattutto degli adesivi da attaccare in giro, per far sapere che siete tamarri, ma con gusto.

E ora eccovi anche un bel video per convincervi definitivamente, ci si becca online.

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