Neon Genesis TSUNODERS

Di Pierpaolo Verri

 

* ATTENZIONE *

Per migliorare la lettura del seguente articolo e per creare un’atmosfera musicale giappo-frizzante vi lasciamo qui il link di un pezzo City Pop giapponese anni ’80 da mettere in sottofondo durante la lettura di questo articolo. Buona lettura e buon ascolto!

 

https://www.youtube.com/watch?v=aQGvlemqUpE

 

Nel caso in cui abbiate pascolato sul Twitter F1 negli ultimi giorni, e siamo sicuri che lo abbiate fatto, avrete notato due cose. La prima è che l’AlphaTauri ha annunciato che nel 2021 ad affiancare Pierre Gasly ci sarà Yuki Tsunoda. La seconda è che la suddetta notizia è stata accolta con clamore ed esagerate manifestazioni di entusiasmo da un corpo di guardie pretoriane del piccolo samurai: gli TSUNODERS. 

Ma chi sono gli Tsunoders?

 

L’ETIMOLOGIA

L’hashtag #Tsunoders, a quanto pare, è stato inventato da quel figo di Pierpaolo Verri, che la sera del 2 ottobre 2020, alle ore 20:58, rispondeva ad un tweet di Mauro Serafin, personaggio noto alle cronache del tuider F1, scrivendo: “Noi si vuole bene a tutti i pilotini ma ad alcuni un po’ di più #tsunoders”. Ed è vero eh, nel senso: noi vogliamo davvero bene a tutti i pilotini. Yukino però occupa un posto speciale nel nostro cuore per i motivi che vi diremo più avanti se avete voglia di continuare a leggere questo meraviglioso pezzo.

 

 

Le radici del mito però risalgono al 2019 e alla gara di Formula 3 che Tsunoda vinse a Monza. In quell’occasione, l’eroe nipponico venne raggiunto da uno degli antesignani degli tsunoders, che riuscì a strappargli un video-saluto al blog sul quale state leggendo questo pezzo: fu così che nacque il celebre saluto a GILOBELOGE

 

 

CHI SONO GLI TSUNODERS

Gli tsunoders li riconosci perché sono quelli che vanno alle feste (o meglio, ci andranno quando non ci sarà nessun DPCM e, si spera, nessun virus a impedirglielo) e attaccano bottone con la tipetta carina dicendole “Ma noi non ci siamo già visti all’ultima convention del comitato #preferivoHulk?” e poi fra un limone e l’altro le raccontano di quella volta che hanno superato uno all’esterno in Finale A del QuarantenaGP. Gli tsunoders sono dei poeti, sognatori, anticonformisti, creatori di meme e amanti della bella vita. È gente che vive la vita con entusiasmo e che crede nei valori dell’amore, della giustizia e del gin-tonic. Gente che non vede l’ora di andare a Monza avvolta in una bandiera nipponica e che è pronta a banchettare con il sushi in prima variante. Gente che poteva tifare per tanti pilotini ma ha scelto proprio Tsunoda. Mick Schumacher è Mick Schumacher, nulla da dire, davanti a lui c’è solo da levarsi il cappello. Ilott? Bravo, forte, ma troppo lontano dai nostri ideali utopistici. Mazepin? We prefer not to speak. Tsunoda, invece, è il personaggio di culto ideale per chi come noi tifa per i piloti veloci e aspetta il weekend di gara per scrivere cazzate su Twitter. 

 

* ATTENZIONE *

Più o meno a questo punto, la canzone che vi ho consigliato di ascoltare potrebbe essere finita, o comunque sta per finire, o comunque ne ho un’altra da passarvi. In ogni caso, non vi preoccupate: ecco a voi Tatsuro Yamashita pronto ad accompagnarvi alla lettura della seconda parte del pezzo.

 

http://www.youtube.com/watch?v=1rdlHKioR6A

 

CHI E’ TSUNODA

Al di là delle tante cose sceme che vi abbiamo detto finora, Tsunoda è un pilota molto, molto forte. Uno che ha vinto il titolo di Rookie of the Year al suo primo anno di F2 e che per poco non vinceva anche il campionato. Perché alla fine ha finito terzo a giusto un punticino di distanza da Ilott in classifica, per dire. Quella di Tsunoda verso la F1 è stata una rapida ascesa a partire dalle categorie inferiori, attraversate a suon di vittorie e di una costante crescita nelle prestazioni. Il miglioramento che ha messo in mostra nel corso dell’ultima stagione di F2, ad esempio, è stato letteralmente clamoroso di gara in gara. L’hype ingeneratosi intorno a lui è talmente alto che c’è già chi lo vede in Red Bull in un futuro non troppo lontano. Ma noi siamo tsunoders, ci piace fare le cose con calma e aspettiamo che inizi la prossima stagione per vedere l’impatto del nostro idolo in F1. Di certo, i presupposti affinché quest’ultimo ci faccia divertire ci sono tutti. 

 

PERCHE’ TIFARE TSUNODA

Beh, innanzitutto perché è un pilota iconico e perché non si vede tutti i giorni uno alto 159 centimetri portare a spasso una bestia con mille cavalli sotto il cofano. Poi perché è giapponese e le cose giappe hanno sempre il loro fascino. Ad esempio, quando vince Tsunoda potete cantare il “Kimi ga yo”, che non è un insulto a Raikkonen, ma è il titolo dell’inno giapponese, che con le sue 11 battute per 32 caratteri abbiamo la ragionevole convinzione sia l’inno nazionale più breve al mondo. 

Tsunoda merita di essere tifato anche per il suo cuore e per la sua sensibilità: la prima persona a cui ha pensato al termine della stagione di F2 è stato Anthoine Hubert e lo ha voluto ringraziare per aver influito molto sul suo stile di guida.

Infine, tifare Tsunoda è bellissimo perché Tsunoda twitta in giapponese, quindi per capire cosa dice dovete affidarvi alle meravigliose traduzioni automatiche, che regalano emozioni forti. 

Ad esempio, chi è G? E perché non è uscito?

 

FOTO 1

 

Addirittura, a quanto pare, Tsunoda vi augura anche di correre a Suzuka il prossimo anno. Cosa volete di più?

 

FOTO 2

 

Infine, se Tsunoda decide che “macchina” in inglese si dice CARB voi la chiamate CARB, punto.

 

FOTO 3

 

Insomma, alla luce di tutto questo, se avete deciso di diventare anche voi degli Tsunoders non abbiamo altro da dirvi, se non farvi i complimenti per la scelta e darvi il benvenuto a bordo.

Arigatō!

 

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