L’angolo del pilotino: Democrazia Cristiana o Anarchy in the UK?

Russell Norris

Democrazia Cristiana o anarchia? Beatles o Rolling Stones? Russell o Norris? Sono queste le domande che l’umanità si è posta nel corso degli anni e, soprattutto, si è posta al termine della stagione 2018 della F2.

E’ più forte Russell o Norris? Perché, a prescindere dai risultati impressionati ottenuti del lord powered by Mercedes,  quello che il popolo vuole sapere è proprio questo: chi tra questi due “pilotini” (o talentini come disse il maestro di sci) è davvero il migliore?

Per me sono allo stesso livello, ma ciò che in questa stagione è mancato a Lando è stata la comprensione delle Pirelli.

L’anarchico di Bristol ha spesso faticato a mandare in temperatura gli pneumatici in qualifica ed in gara ha troppe volte violentato delle gomme che devono essere coccolate come un bambino per arrivare integre sino a fine corsa (du palle…), mentre il democristiano di King’s Lynn ha capito prima come amare le Pirelli in ogni weekend.

Perché uno anarchico e l’altro democristiano? Lando è decisamente sopra le righe, si vende benissimo sui social, gliene frega poco di essere politically correct, mentre Russell ha un approccio più prudente, mai incazzoso, e questo lo ha reso meno popolare al grande pubblico nonostante un titolo meritatissimo

Entrambi sono degli animali da gara. Si sono studiati da lontano negli anni passati ed hanno avuto modo di scannarsi sui tracciati di mezzo mondo in questa stagione regalandoci un antipasto di quello che potremo vedere il prossimo anno in Formula 1.

Russell si siederà al volante della Williams, ed avrà come compagno di team sua maestà Robert Kubica, mentre Norris poggerà le sue terga nell’abitacolo della McLaren e sarà obbligato a far dimenticare l’ultima stagione di Vandoorne.

Entrambi si troveranno in team desiderosi di riscatto dopo stagioni anonime e sembra quasi blasfemo che debbano esordire in Formula 1 con team così disastrati. Tuttavia anche un certo Daniel Ricciardo ha debuttato nella massima serie con quel cancello chiamato HRT eppure non è passato inosservato…

Beata la Formula 1 che potrà contare il prossimo anno su “talentini” di primissimo livello. Leclerc, Gasly, Verstappen, Giovinazzi, Norris, Russell e Albon sono una vera e propria ventata di aria fresca dopo anni di Ericsson e simili.

Tutto molto bello, ma chi rimpiazzerà tutta questa gente dal piedino fatato? I ben informati prevedono l’arrivo di Mick Schumacher (che dovrà reggere una pressione triplicata visto il cognome) ed io spero sempre in Ticktum, ma oltre loro due vedo il deserto.

De Vries spero vada nel WEC e abbandoni Prema, Latifi spero si scavalli definitivamente, Aitken meglio stendere un velo pietoso, Merhi continuerà a fare il jolly firmando due giorni prima dell’inizio della stagione, Deletraz le ha buscate da Fuoco, Ghiotto non penso vorrà fare un quarto anno nella serie a meno che non trovi un top team, Markelov e Russian Time hanno salutato definitivamente.

Dalla GP3 dovrebbero arrivare Hubert e Mazepin, ma sinceramente non è che questi due piloti mi abbiano fatto gridare al miracolo nel 2018, oltre alla “superstar” Ilott (sono ironico, ovviamente).

Di sicuro sarà più interessante la griglia della futura F3 Internazionale (che di F3 ha davvero poco). Gente del calibro di Armstrong, Vips, Fewtrell e Lundgaard (quest’ultimo segnatevelo perché è forte assai) rischia seriamente di eclissare i colleghi della categoria superiore.

Spero anche di vedere in F3 Lorenzo Colombo e Leonardo Lorandi, due che in Eurocup e F4 Italiana hanno fatto vedere numeri interessanti. Se serve si può fare un crowfounding per trovare il budget necessario…

Concludo con una richiesta agli organizzatori della F2 e della futura F3. Date a questi piloti delle vetture che non si piantino in griglia come una Panda con la frizione scassata, eviterete perculate a livello globale.

 

 

 

 

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