La Grande Bellezza

 

Dopo anni, otto per l’esattezza, mi sento in obbligo di ringraziare la FIA.

Dopo anni, otto per l’esattezza, mi sono nuovamente emozionato nel vedere la presentazione delle nuove monoposto di Formula 1.

Dopo anni, otto per l’esattezza, la richiesta di avere nuovamente delle vetture che mi facessero urlare per la bellezza delle linee e per la ricerca di soluzioni aerodinamiche avveniristiche è stata finalmente appagata.

E’ servito molto tempo per liberarci da un regolamento entrato in vigore nel 2009 che ha stuprato esteticamente le auto a ruote scoperte più belle del mondo.

Finalmente la Federazione ha capito che quell’alettone posteriore alto e stretto non c’entrava nulla con il design di una Formula 1.

Finalmente la Federazione ha capito che un aerodinamico deve poter osare con soluzioni mai viste prima per poter dare un senso al proprio lavoro.

Si poteva fare di più? Certamente. Quelle ali anteriori extralarge non sono certo il massimo alla vista e rischiano di saltare in mille pezzi al primo contatto leggero, ma la forma a freccia imposta nella zona centrale mitiga un po’ la delusione.

Diciamolo apertamente. Quando abbiamo visto le foto della Manor che mai sarà ed il render della Williams abbiamo tutti temuto che sarebbe cambiato tutto per non cambiare nulla, ma quando la Renault ha tolto i veli alla R.S. 17 un po’ di bava è iniziata a scendere dalla bocca.

Quando poi è toccato alla Mercedes svelare la nuova vettura sono letteralmente uscito pazzo. Una visione del futuro proiettata nel presente. Bella, bellissima, affascinante.

Lo spettacolo è poi proseguito con la Toro Rosso, autentica rivelazione, almeno per quel che riguarda linee e livrea.

Basterà tutto questo a far tornare la Formula 1 daccapo epica? Non so, il dubbio che la nuova esasperata aerodinamica possa influire in negativo nella lotta ruota a ruota è alto e solo a Melbourne riusciremo a capire se la strada tracciata è quella corretta, ma per il momento voglio sognare.

Il proverbio dice “anche l’occhio vuole la sua parte”. Bene, l’occhio adesso è appagato, ora non privateci dello spettacolo con decisioni incomprensibili da parte dei commissari.

Charlie, sei sempre under investigation.

Sincerely yours,

Il Comitato.

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