Ma che vi ha fatto Leclerc?

Luogo strano il web ultimamente. Dopo un weekend che ha visto in grande spolvero i piloti italiani in GP2 e GP3, con Giovinazzi, Ghiotto e Fuoco autori di gare superlative, grazie anche a tre stratosferici sorpassi all’esterno che hanno tinto di tricolore il podio britannico, si è aperta la caccia alle streghe.

Le roi Charles Leclerc

Le roi Charles Leclerc

Anzi, si è aperta la caccia a Leclerc. Il ragazzino from Monaco (meglio specificare che non è francese, non sia mai che qualcuno si confonda…), che tanto bene sta facendo nell’anno di esordio in GP3 grazie a due successi ed alla provvisoria leadership in classifica, è stato accusato dal popolo di Twitter di non essere degno di guidare una Ferrari e di trovarsi al volante della monoposto di Maranello nella prima giornata di test a Silverstone solo perché la famiglia Todt esercita ancora pressioni sulla Scuderia o peggio, perché è il denaro portato dal papi ad aver aperto le porte del cavallino.

Da qui una valanga di tweet  contro lo straniero reo di rubare il lavoro agli italiani…. Beh, forse è il caso di fare un respiro profondo e mettere ordine in questo caos.

In primo luogo, chi critica la scelta Ferrari di aver inserito Leclerc nella FDA forse non ha presente il curriculum del ragazzino. Riepilogo rapido:

  • esordio in monoposto nel 2014 al volante della Formula Renault 2.0 e secondo posto in campionato alle spalle di Nick de Vries (pupillo McLaren portato da tutti come il nuovo Hamilton e riuscito a trionfare nel campionato alla centordicesima partecipazione);
  • esordio in F3 Europea e quarto posto in un campionato vinto da Rosenqvist alla quarta partecipazione consecutiva, vittoria del titolo rookie e secondo posto a Macao;
  • esordio in GP3, due vittorie a Barcellona e Spielberg ed attualmente prima posizione in campionato.

Si tratta di un fenomeno? Presto per dirlo, ma lasciarsi sfuggire un pilota simile da parte della rinnovata FDA sarebbe stato un errore enorme.

Sta privando Giovinazzi, Ghiotto e Fuoco della possibilità di effettuare un test in Formula 1? Sinceramente mi sembra una cazzata. Anche qui serve mettere ordine.

Partiamo da Fuoco. Il calabrese ha vissuto una stagione d’esordio in GP3 poco entusiasmante ma non per demeriti suoi ma del suo team, Carlin, in fase di smobilitazione. Passato al team Trident è riuscito a cogliere il primo successo nella categoria ed attualmente si trova in terza posizione in classifica piloti. Fuoco è stato riconfermato nel programma FDA e non si vede perché non possa trovare spazio nei young driver test che si svolgeranno a fine stagione. Leclerc gli sta rubando il lavoro? Non penso proprio.

Giovinazzi e Ghiotto sono i magnifici rookies che l’Italia tricolore sta mettendo in mostra in GP2. Il Principe di Martina Franca, sconosciuto al popolo che stacca la tv quando finisce la F1, ha stupito tutti con la doppia vittoria di Baku, con il sorpasso da madonne volanti ai danni Rowland a Silverstone e con il secondo posto in classifica piloti. Tutto questo nell’anno di esordio.

Il principe Giovinazzi da Martina Franca

Il Principe Giovinazzi da Martina Franca

Ghiotto, dopo un inizio di stagione che definire sfigato è dire poco, ha confermato quanto di buono fatto vedere lo scorso anno in GP3. Nelle condizioni difficili di Spielberg ha guidato come un veterano ed a Silverstone è stato capace di rimontare dall’ultima posizione alla quarta in Gara 1 e di salire sul secondo gradino del podio in Gara 2 dopo una rimonta fatta anche in questo caso di madonne volanti.

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Entrambi meriterebbero una chance per un test in Formula 1? Certo, stanno dimostrando a suon di risultati di poter far parte del giro importante. Perché non hanno ancora poggiato le loro terga su una monoposto della massima serie? Dicono sia perché non fanno parte di alcun programma piloti. Decisione scellerata da parte di tutti i team italiani e stranieri che hanno preferito affidarsi a ragazzini dal dubbio talento (vedi Santino Ferrucci e Sergio Sette Camara).

Arriverà il loro momento? Io ne sono certo, specie se continueranno ad avere il piede destro foderato di cemento come visto in queste gare.

E’ lecito esaltarsi per Ghiotto, Giovinazzi e Fuoco ed allo stesso tempo applaudire quanto messo in mostra dalla strega Leclerc? Ci mancherebbe! Non è la nazionalità che fa il pilota, è la goduria che ti trasmette quando è al volante che te lo fa apprezzare.

Perché quando lo scorso anno Vandoorne ha reso la GP2 una categoria monotona, tanto era forte, nessuno ha criticato il belga come invece avviene adesso con il monegasco? (ripeto, from Monaco, no Francia). Non si tifava ugualmente Marciello (unico rappresentante del tricolore nel 2015) ma si applaudiva anche Vandoorne? Memoria corta mi sa…

E allora riponete le mazze negli armadi e lasciate stare in pace il ragazzino monegasco (no francese, ricordiamolo) la cui unica colpa sembra quella di far parte della FDA. Apprezzate le capacità al volante e non per chi guida o da chi è gestito.

Rilassatevi e l’automobilismo tornerà a sembrarvi bellissimo.

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