QUARANTENAGP: per Twitter, con Twitter e in Twitter

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Il QuarantenaGP è la risposta ad una domanda che nessuno ha posto, perché più che una domanda era un sentimento generale, si percepiva qualcosa nel meraviglioso mondo del Twitter nei giorni precedenti il Forse Gran Premio dell’Australia. Si percepiva una voglia di corse, ma soprattutto di commentarle assieme, ritrovare vecchi amici e farsene di nuovi nel segno della passione per il motorsport. Ma c’era qualcosa che non andava: la Formula 1 avrebbe dovuto correre, ma se avesse corso non avrebbe avuto lo stesso sapore data la situazione mondiale, allo stesso tempo sarebbe stata dura dover rinunciare al primo GP della stagione dopo la lunga pausa invernale.

Poi per fortuna arriva il QuarantenaGP.

La nascita

È giovedì 12 marzo, è pomeriggio in Italia, in Australia sono ultime ore della giornata. La McLaren ha annunciato da poche ore che non prenderà parte al GP per un caso di positività al coronavirus all’interno del team. Ormai è chiaro a tutti che il GP non può corrersi in queste condizioni, talmente chiaro che il twittero medio l’ha capito un minuto dopo l’annuncio della McLaren, talmente ovvio che una notifica ufficiale della cancellazione del GP è arrivata solamente 12 ore dopo, a meno di 2 ore dall’inizio delle FP1.

Ma se il twittero medio ci è arrivato un minuto dopo l’annuncio McLaren a capire che non si sarebbe corso, pensate a che conclusione sono arrivati invece gli abitanti di Divanopoli.

Esatto, gli abitanti di Divanopoli sono arrivati alla conclusione che bisognava organizzare il QuarantenaGP.

Ecco, per la prima volta in Italia, la cronologia ufficiale della nascita del QuarantenaGP:

12 marzo, ore 16:07, tale Nico Farella lancia un’idea

12 marzo, ore 16:08, tale Mauro Serafin dice che ha avuto la stessa idea e che ci sta già lavorando

12 marzo, ore 16:15, tale Nabil Zouhir si offre volontario per organizzare e propone un format

12 marzo, ore 16:34, tale Mauro Serafin apre le iscrizioni senza un regolamento e senza un nome

13 marzo, ore 10:13, tale Mattia Binotto Pierpaolo Verri conia il nome-hashtag: QuarantenaGP

13 marzo, ore 18:41, tale Mauro Serafin comunica il regolamento

Ora il QuarantenaGP ha un nome e un regolamento, i partecipanti invece c’erano anche senza queste due cose. In poco più di 24 ore il QuarantenaGP è passato da idea per passare un pomeriggio tra amici ad evento organizzato aperto a tutti gli appassionati, ed era solo l’inizio.

Tali talentuosi

Chi vi scrive è tale Mauro Serafin, uno dei padri di questa iniziativa, a cui piace parlare di sé in terza persona. Tale Mauro sente il bisogno di ringraziare innanzitutto tutti i partecipanti, che hanno creduto e sponsorizzato l’iniziativa più di chiunque altro, in secondo luogo tutto il popolo di Twitter che ha fatto andare in tendenza QuarantenaGP per due domeniche consecutive, nonché tutti coloro che hanno offerto il loro tempo e le loro idee per il miglioramento dell’evento.

Ma soprattutto devo ringraziare Nabil Zouhir e Matteo Pittaccio, devo ringraziarli talmente tanto e talmente bene che smetto anche di parlare in terza persona.

Devo ringraziare Nabil perché pur non conoscendomi, e senza nemmeno voler essere tra i partecipanti, ha colto subito lo spirito della gara e si è offerto volontario per dare un’impostazione più organizzata e meno improvvisata al tutto, cosa che si è rivelata essere fondamentale nella gestione di un evento che, contro ogni mia previsione, ha fatto numeri enormi nonostante il poco tempo di preavviso. La verità è che forse lui ci credeva più di me, si è dedicato con tutto se stesso al progetto, facendo spesso se non sempre le parti più noiose, senza chiedere nulla in cambio se non la gratificazione dei partecipanti e degli spettatori, se non è passione questa. L’ho già ringraziato in privato, lo ringrazio di nuovo qui, e se non l’avete già fatto dovreste ringraziarlo anche voi. Perché la verità è che senza Nabil non ci sarebbe stato nessun Quarantena GP, ci sarebbero stati solo 5 amici che giocavano alla Playstation una domenica pomeriggio, anzi 4 perché uno avrebbe anche paccato.

Devo ringraziare Matteo perché se il QuarantenaGP poteva avere un coinvolgimento social da 10 lui l’ha portato a 1000. Con la sua competenza nel simracing e il suo talento come commentatore ha fornito una cronaca dell’evento su YouTube di un livello tale da far impallidire molti commentatori sportivi ben più blasonati. È riuscito a dare importanza all’evento e ai partecipanti senza tuttavia esagerare con la serietà, entrando perfettamente nel clima dell’evento. Colgo inoltre l’occasione per ringraziare anche i vari commentatori che si sono affiancati a Matteo in queste gare, invitandovi anzi ad andare a conoscere tutta la community di Formula Nation. Sono ragazzi in gamba, velocissimi e corretti, e meritano ben più di questa piccola pubblicità per la passione e la competenza che hanno messo a disposizione del QuarantenaGP.

Altri ringraziamenti speciali vanno a:

Gianluca per aver creato il logo ufficiale e per aver creato anche le animazioni delle classifiche, se non è crisi d’astinenza da GP questa…

Christian per… beh, giudicate voi.

Saetta per generare più iterazioni su Twitter che mille bot di propaganda russi.

Nic che prima di vincere 2 Finali A su due si era offerto come streamer, anzi forse lui lo ringrazio un po’ meno perché va troppo forte.

Cos’è il QuarantenaGP        

Qualcuno intelligente ha detto che il QuarantenaGP è “il primo campionato che tutti si augurano di non terminare”. Perché il Quarantena è nato in sostituzione dei GP reali, se non viene terminato significa che i GP reali sono tornati ad occupare lo spazio preso in prestito da quelli virtuali. Paradossalmente ora siamo in una “win win situation”: finché non si corrono GP veri si corrono i QuarantenaGP, quando non si correranno più i QuarantenaGP sarà perché si correranno i GP veri.

Ma il QuarantenaGP è anche la volontà di voler regalare a tutti gli appassionati un momento di gioia e leggerezza in un momento complicato, tornando alle vecchie abitudini dei GP corsi la domenica pomeriggio e commentati in tempo reale, sentendosi per un paio d’ore di nuovo a casa e meno isolati.

Un altro obiettivo forse un po’ più ambizioso del QuarantenaGP è quello di avvicinare nuova gente al mondo del simracing, offrendo un evento che vuole essere sì serio ma senza troppo impegno. Alla fine basta accendere la Playstation, fare due o tre robette che ti dicono gli organizzatori e sei già catapultato in una gara online che viene trasmessa addirittura in streaming. La speranza è che i partecipanti possano prendere sempre più a cuore questo evento spingendosi a migliorare, sia come velocità pura che soprattutto come condotta di gara.

Il QuarantenaGP parte con l’idea sì di intrattenere ma di farlo sempre nel limite della correttezza in pista e del rispetto per gli avversari, soprattutto considerando che non c’è nulla in palio se non qualche ora di divertimento.

Per ulteriori info e per chi fosse interessato a partecipare al prossimo evento a questo link trovate il regolamento dell’ultimo QuarantenaGP corso in Bahrain. Ogni gara del QuarantenaGP è praticamente un campionato a sé quindi le regole potrebbero cambiare un po’ da una gara all’altra, ma lo spirito non cambierà mai.

Come si guarisce dal QuarantenaGP

Dal QuarantenaGP non si guarisce, ormai è entrato nei vostri schermi e non ne uscirà più. Non ve ne libererete più, come noi non ci libereremo più da KaiserGu nelle nostre gare.

Perché ormai il QuarantenaGP rappresenta più di una gara alla Playstation, rappresenta la passione per il motorsport che unisce e che non si ferma neanche quando il motorsport si ferma.

Appuntamento quindi al 5 aprile con la terza tappa del QuarantenaGP nel circuito cinese di Shanghai, quello virtuale però. Per restare aggiornati seguite me (@Mauro_Serafin), Nabil (@NabilZouhir1) e Giro (@giroveloce) sul Twitter!

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